BREATHING UNDERWATER

ultimo giro di bevute. il bar sta chiudendo, il sole se ne va. dove andiamo per colazione? non troppo lontano. sono stanco amore. sono stanco.

sabato, luglio 10, 2010

C'è Qualcuno Che Rema Contro.

Le storie del Dundas si assomigliano tutte, a volte stancano a volte invece mi rapiscono, come le canzoni dei Cranberries, o come il blues in genere, che prima t'intrippa poi dopo dieci minuti non ne puoi più. Quando arrivo e la serata è tranquilla ripenso sempre all'insegnamento di Marietto (che fine avrà fatto?), "l'ultima volta che ho fatto il bravo ho preso dieci anni", ed il senso sta tutto lì.

C'è Jeffrey che sclera col Patatone e si produce in una serie di blasfemie al limite dell'imbarazzante; non si sa quale sia il motivo della contesa, ma il Patatone sa essere davvero pesante, e pressante, alle volte. Capisco Jeffrey, oh sì. Poi arriva Pianeta, offrimi un Southern, mi tira un paio di pugni come da rituale virile e ormai virale; tieni le chiavi e vai a prendere CrisBandiera. Toh, vai. Non ho il tempo di inventare scuse, ho le chiavi in mano punto e stop, non ci sono discussioni. Pianeta sale con me, traffica col cruscotto, poi scende, ora puoi andare. Ma dove? Cazzo io odio guidare ste macchinette del cazzo, mi trovo bene soltanto con il mio arrogante pick up (la Sylvie qualche giorno prima aveva dichiarato: "stai proprio bene sul pick up"). Vai, è qui al Mac, vai a prenderlo e fammi benzina, toh, e allunga gli eurini. Ma come al Mac, cazzo, ma è qui dietro. CrisBandiera non ce la fa a camminare, è caduto con lo scooterone nuovo di pacca, ma zio cantante dico io, ma come cazzo si fa. Prendo e vado. Taaac dopo pochi minuti sono di ritorno, siamo di ritorno, ed è un vortice di telefonate, sms, Carlsberg in bottiglia e shottini di vodka alla menta. Sento Jefferson, l'uomo ciondolante, la Morosona almeno dieci volte, chissà dov'è finita la Sylvie, a che punto è comparsa?, a che punto è sparita?, non posso ricordare nulla se non il finale, alcolico e onirico, con Pianeta ed il buon Silvietto, l'uomo che dal 1994 non si tira mai indietro.


Anche il Patatone a un certo punto è ricomparso, assillando chiunque gli capitasse parlando di Pato che se ne va via a Mexes e fa il colpo sotto a Doni: quell'uomo sa essere di un'insistenza clamorosa. E quando il buio si fa più profondo, quando le anime del Dundas svaniscono nel consumo di alcolici, allora il Patatone tira fuori la sua massima di vita preferita; quella che maggiormente lo contraddistingue, l'unica, tra le tante che utilizza, che abbia davvero un senso anche al di fuori di questo luogo oscuro. "Che brutta fine che abbiamo fatto", con il suo tono malinconico, ironico, auto-colpevolizzante. Le storie del Dundas si assomigliano tutte, è vero, eppure, ne sono sicuro, non ce n'è una uguale all'altra.