BREATHING UNDERWATER

ultimo giro di bevute. il bar sta chiudendo, il sole se ne va. dove andiamo per colazione? non troppo lontano. sono stanco amore. sono stanco.

venerdì, aprile 29, 2011

Una Domenica Di Aprile, Cinque Anni Orsono, il Varano Illumina

...ciò che rimane è il ricordo, un po' annebbiato, di una serata fantastica (in cui il tempo sembrava rallentare ad ogni vodka lemon ingerito)... per il contesto (musica, zii, trans, transzii denudati)... ma soprattutto per la compagnia MarinaValeJoe you're the be-a-st... ma ciò che più mi rimarrà negli occhi e nelle orecchie è il buon vecchio Joe che sulla porta del rollin prendendo la sua micro-borsa (con all'interno tutto il necessaire per la notte da trascorrere fuori casa) mi saluta accarezzandosi la testa "Varano shvshnshves!!!"... lì ho capito che la serata era finita e che Joe mi chiedeva notizie del suo cappellino... "è attaccato alla borsa" credo di avergli risposto... ma il buon vecchio Joe era già stato risucchiato dalla notte e dal locale nerofucsia...

venerdì, aprile 22, 2011

Quanta Simpatia Puoi Trovare!

Quando, a cinque giorni dal Natale, dei simpatici ladruncoli sono entrati qua a creare del simpatico sconquasso, mi sono da subito impegnato per non dare troppo peso a questa storia; piangere, disperarsi, strapparsi i capelli e spiattellare tutto quanto sarebbe stata una doppia sconfitta, mentre io volevo riportare il conteggio in parità. Avranno anche rubato ciò che era mio, ma io non darò mai loro la soddisfazione di mostrarmi affranto, o fuori di testa per la rabbia, o afasico, apatico, a-qualsiasicosico.

Ma soprattutto, quel pomeriggio promisi a mia'amma che mi sarei trovato un nuovo lavoro e che avrei ricomprato tutto.

Il 23 notte, 72 ore circa dopo il simpatico misfatto, parto per Mahè, lasciando un po' nello sconforto i miei e la mia sorellona: mentre io passo il Natale -scusate l'espressione- con le palle in acqua (la caldissima, trasparente acqua dell'Oceano Indiano), i tre rimanenti Rokocokos si deprimono vicendevolmente.

Ho riso rileggendo pochi giorni fa l'sms post-pranzo di mia sorella, che mi implorava di non ripetere mai più una simile esperienza: mai più il Natale senza di te!, sembra volermi intimare. E pensare che per merito suo il Natale scorso sono dovuto SCAPPARE DI CASA, trovando rifugio per tre giorni in quel di Baggio. (è difficile seguire un senso logico quando la cena è quasi pronta e la serata al Dundy è ancora tutta da organizzare)

Quindi. Torno nel gelo milanese dopo 16 giorni a trenta gradi, e per prima cosa mi ricompro un pc. Senza pensare a quel che ho perso (foto di una vita -ma non tutte- mail di una vita -ma non tutte- bozze, racconti a metà, appunti vari); fatica immane ma doverosa, dovuta, voluta, solitaria. Io odio affrontare i rischi della vita da solo, ma quando accade scopro sempre un me stesso diverso da come mi immagino; confrontarsi, auto-sfidarsi, è sempre positivo. Facile a dirsi... Comunque sia, grazie anche all'aiuto del Bagninazzo e della BigMoreFromAfrica, riprendo possesso di un pc ad inizio Gennaio e aiuto mia'amma ad acquistare quello di Timoteo (altro caso impossibile da raccontare... ci vorrebbero mille blog per spiegare quanto è successo nei giorni successivi alla consegna... forse un giorno scriverò un libro, ve l'ho mai detto?).

E arriviamo a ieri mattina. Mi vesto di corsa, sette del mattino, ho il mio lavoretto pregno di piccole difficoltà ed effimere soddisfazioni; ma è un lavoro. Vero. Che mi tira giù dal letto alle sei e mezza del mattino (ma a settimane alterne!) e non mi fa uscire la sera (ma a settimane alterne!). Sfodero l'occhialata tamarra, che con il taglio di capelli made in China ci sta che è un piacere. Ed a quel punto penso: l'orologio. Il mio cazzo di orologio stra-arrogante della Diesel, che quei simpatici farabutti mi hanno simpaticamente preso a prestito senza simpaticamente restituirmelo. Quanto cazzo ci starebbe bene oggi che mi sento (dunque sono) iper-tamarro. E penso alla promessa fatta a mia'amma piangente quel pomeriggio in via Vico, a cinque giorni dal Natale, con la Minou che era appena saltata fuori, una consolle che non sarei mai riuscito a cablare e mille sbattimenti ancora da affrontare prima di partire per il continente Nigga. Mi manca il mio orologio tamarro. Ho promesso a mia'amma che me lo sarei ricomprato quanto prima. Lo devo a lei, lo devo A ME. Per dimostrare a lei, a me, al mondo intero, che alle volte so essere uomo ed affrontare tutto ciò che ne consegue. Ecco, la morale in fondo è tutta qui.

Così, quando mi vedrete con il mio nuovo orologio, tamarro, arrogante, stratosferico, sappiatelo per certo: avrò chiuso un capitolo amarognolo della mia esistenza, e sarò davvero, finalmente, felice.

lunedì, aprile 18, 2011

Ne Avrei Bisogno, Anche Se Riesco Ancora A Fabbricare Ricordi In Abbondanza

Adesso vado a dormire e quando mi sveglio mi trovo, tipo, al primo Gennaio 2012, o ad Agosto 2008, o che ne so, una roba così. No?

domenica, aprile 17, 2011

Questione Culturale

Chicca di un ecuadoriano, realmente udita @ Cambusa un paio di mesi fa: "eeeeh poi quando torno, ogni volta... quando poi vai in giro, non è che puoi scegliere... lì quando esci o è così o è così, ti ci devi scontrare per forza... è un fatto culturale".

Voi magari non avete capito... ma io sì.

domenica, aprile 03, 2011

I Shiver.

Venerdì. Mi sento ingestibile fino alle due di notte, me ne accorgo presto, subito, all'istante, dopo la seconda sambuca; intanto il dundy è il solito viavai di persone, facce, storie, sbattimenti. Dove la vedi la partita domani?, è una sola ed unica domanda che inghiotte la serata, la vedo come al solito da bordocampo, che i miei Pulcini domani affrontano il Basiglio, non voglio pensarci a sto cazzo di derby, sto solo attento a non esagerare con i Southern, il concerto degli Otto Ohm è saltato ma non ne ho fatto una tragedia (però mi è dispiaciuto molto). Tiro in mezzo Gabo, Dodone, chiunque sfiori nella mia orbita, si va ai Magazzini stasera!, si va ai Magazzini!, ma chi ci crede, il Dundas non lo puoi abbandonare perchè ti possiede come una passione sfrenata, adolescenziale, morbosa. Io non combatto più, ci ho provato a volte, ma ho sempre perso, ne sono consapevole ed ecco perchè sono così adrenalinico, perchè oggi provo a cambiare qualcosa. E ce la faccio. Mi spengo inevitabilmente sul finire di serata, prometto a tutti che mi farò vedere qualsiasi cosa accada nel derby, convinto in fondo che non possa andare storto. Ci si sbaglia, a volte.

Sabato. Esco di casa due minuti dopo la fine della partita, il display segnala 12 minuti allora mi metto le cuffie e comincio a camminare, direzione Gonin ovviamente, il peggior bar di Caracas esta noche sarà una bolgia rossonera, io mi carico con una playlist di allegria balcanica e malinconia pop anni '80, ed alla fine arrivo prima io del 14, anche se lui è un po' meno sudato di me; toh!, chi si vede... la girandola questa volta inizia più tardi, scaccio i pensieri con quattro Corona ed una vodkina alla menta, alziamo il volume, il tasso alcolico, Dodone sei venuto in motorino?, è inverosimile quanto sta accadendo, quanto MI sta accadendo quest'oggi. Giornata no in tutti i sensi, dalle prime luci dell'alba al terzo gol dei rossoneri è stato un crescendo di negatività; ma sono tutto d'un pezzo ormai, so come reagire; mi confesso ad un certo punto, alla pompa di benzina, lascio mille discorsi a metà ma il succo è proprio questo, this is Joe, adrenalina pura mista a traumi mai risolti, ho sentito il Bagninazzo verso le otto di sera ed è stato uno dei pochi momenti ok della giornata. Me ne vado a casa ancora all'alba, mi accompagna Shiver di Natalie, quanto tempo era che non la sentivo?, 'cause I shiver, I just break up when I'm near you it all gets out of hand, meglio non pensare troppo, meglio non pensarci troppo, meglio non chiedersi mai perchè.