BREATHING UNDERWATER

ultimo giro di bevute. il bar sta chiudendo, il sole se ne va. dove andiamo per colazione? non troppo lontano. sono stanco amore. sono stanco.

mercoledì, ottobre 31, 2007

Uruguay - Spagna 5-0*

Non parliamo spesso di Breathing. O comunque, meno di quanto si possa pensare. Ogni tanto, distrattamente, gli chiedo se ha letto, se ha visto la tal foto. Allo stesso modo, sporadicamente, mi segnala qualcosa che l'ha colpito. So che controlla quattro-cinque volte al giorno, molto altro non c'è da dire.

E così, quando stasera mi ha fatto i complimenti per il post su Bobone ("tu sì che conosci il significato della parola metafora"), ci sono rimasto particolarmente bene. Non erano molte le persone che potevano comprendere ed apprezzare.

Il Bagninazzo, ancora una volta, si è fatto trovare pronto al momento giusto.

*Nonostante tutto, alla play stasera l'ho massacrato senza pietà rifilandogli cinque papocchie (tutte nel secondo tempo... si era pure illuso il pirlone).

lunedì, ottobre 29, 2007

Inter - Verona 3-0 (Vieri, Vieri, Vieri)

Lo guardo e sorrido.
E' sgraziato, oggi come allora. E' sempre immusonito. Ride in campo, scherza con gli avversari, litiga coi compagni. Ogni cosa che fa è fuori dall'ordinario. Lui è Bobone, Bobone Vieri. L'ho amato. L'ho odiato. Ed ora non ci capisco più niente.

L'ho amato tanto, come si fa in quegli amori disperati: ti butti nella storia e non pensi che possa finire. E allora non vedi gli errori, i comportamenti sballati, i segnali di una fine che prima o poi arriverà. Perchè Bobone, è vero, non era un professionista serio: non lo è forse mai stato. Bobone scappava dal ritiro, Bobone faceva gli incidenti in moto prima del derby del secolo, Bobone in campo camminava e sfanculeggiava i compagni.
Però poi segnava. E allora chissenefrega, Bobo è così, è musone, è sgraziato, è poco serio ma segna. Finchè va avanti così, si può continuare ad amarlo.

Però no, il Milan no. Dai Bobo, non puoi pretendere che ti si voglia ancora bene. Il Milan cazzo, dai. Così dimostri che proprio non te ne fregava niente di niente, eh. Ma tanto già lo sapevamo. Ti volevamo bene senza sapere perchè. Ora continiuiamo a non sapere il perchè; ma intanto l'amore è diventato odio.

Passano gli anni, ed ora ritrovo Vieri alla Fiorentina. Gli vedo infilare una capocciata contro l'Atalanta e sorrido: eccolo il vecchio Bobone. Si toglie la maglia, esulta, si gode l'abbraccio di tifosi e compagni. Poi litiga con Mutu e scherza con gli avversari. Che Bobo conosce mezza serie A ed in campo trova sempre qualcuno con cui dire due cazzate.

Lo guardo e, incredibilmente, dimentico la parentesi rossonera, cioè quella meno dignitosa, e torno a volergli bene. Un bene inspiegabile, e tutto sommato ingiustificato. Gli voglio bene, ma in maniera quasi compulsiva: dovrei odiarlo dopo tutto quello che è successo. Perchè cazzo dai, ne ha fatte davvero troppe... e troppo grosse. Dopo certi eventi sparisce tutto quello che di buono c'era prima, no?

Eppure, tutta sta storia di amore e odio nei confronti di Bobone mi ha insegnato che no, quel buono non sparisce mica.

Nonostante tutto.

Bobo Vieri sono io.

Ralf - Ultimo Disco Folies De Pigalle*

"I'm going crazy...
Questo è il tempo che rimane quando non rimane più tempo...

Quanto tempo rimane quando non rimane più tempo?
Io sono un angelo, per me non fa alcuna differenza.
Per me cinque minuti o l'eternità sono la stessa identica cosa
."


*Sentendo questo pezzo, la tipa del DeN Store ha sentenziato: oh ma vieni a suonare a casa mia stasera?**
**Minchia brutte testoline di cazzo, non è per menarmela, è soltanto per dire che il pezzo fa veramente brutto: il merito tra l'altro è della Sarina che me l'ha passato...

sabato, ottobre 27, 2007

Mister Ma Tu Tifi L'Arsenal?*

La tematica più importante dell'ultimo allenamento sono state le stringhe di Th.
Th sostiene di sapersi già allacciare le scarpe da calcio. Ma Th non sa. Th è nato nel 2000 e non conosce l'insidia della stringa della scarpa da calcio. Th ha provato a fare lo sborone col mister, perchè il mister è tanto buono e simpatico (perlomeno finchè non mi sbaglia un retropassaggio all'ultimo minuto in una partita contro il Romano Banco, perchè a quel punto un po' mi incazzo). Th ha rifiutato l'aiuto del mister, e poi a metà partitella si è ritrovato senza una scarpa. Il mister ha riso. E' questo il vero calcio?

La situazione critica delll'allenamento precedente invece era stata la mancanza delle pettorine. Ora io dico: ma è possibile che per fare la partitella ci sia bisogno delle pettorine giallo fosforescenti stile maglia del Borussia Dormtund? Torin Torello ne sarebbe felice, ma alla fine quel fluorescente non si sa da dove derivi ed io a mettere addosso ai bambinetti robe radioattive un po' me la meno. Fargli sprecare l'acqua ed insegnar loro a non ascoltare la televisione, ok: ma mettergli le casacchine stile Chernobyl, no. Tanto, ho pensato l'altro giorno, quattro hanno la maglia bianca e quattro la maglia colorata. Faccio le squadre, fingo di scegliere accuratamente ogni giocatore calcolando in pochi secondi il loro coefficiente di abilità, tecnica, velocità, forza, tocco di palla, attitudine a giocare in diverse zone del campo, ed alla fine il gioco è fatto: i bianchi contro i colorati (loro se ne saranno accorti? il dubbio mi rimane).
Il problema è sorto dopo pochi minuti di gioco, quando mi sono accorto che i colorati erano nettamente più forti dei bianchi (una parabola sull'antirazzismo?): in particolare, LB detto "Miccoli" per via della sua prorompente stazza fisica (ignoranti schifidi, Miccoli è un attaccante che gioca nel Palermo ed è alto 39 centimentri con le Buffalo a ferro da stiro; è soprannominato il Romario del Salento; Romario è invece soprannominato O'Baixinho, che significa "l'uomo diversamente alto", ma questa è un'altra storia) ha sfornato una prestazione oserei dire maiuscola (o "diversamente minuscola", fate voi). Sei gol in dieci minuti di partita, ognuno dei quali festeggiato pacatamente in stile PippognitantoInzaghi contro l'Ajax nel 2003 (la cosa più bella è che quel gol poi fu di Tomasson, ma anche qui la storia è complicata): 6-0 il risultato finale, supremazia totale dei coloured. Così, dall'allenamento successivo mi sono munito di pettorine radioattive. Che crescano con tre orecchie, quattro mani o ventisei nasi: l'importante è non traumatizzarli al momento della partitella. D'ora in poi non lascerò che sia il caso a decidere: certo mi è ignoto perchè tutti i più forti avessero maglie colorate, ma vabbè, tu ne quaesieris, scire nefas... ("non chiedere, non è dato sapere", brutti ignoranti del cazzo: va bene non conoscere Fabrizio Miccoli o Romario De Souza Faria... ma almeno le Odi di Orazio, chemminchia)

E poi oggi mi hanno dato la lista con le loro generalità. Scopro così cognomi ed indirizzi, ma mi soffermo soprattutto sulle date di nascita: ripenso al biennio 2000/2001, ogni mese un evento, ogni periodo uno sbattimento. Poi mi cade l'occhio sul timidissimo RB, nato nell'ottobre del 2001.

D'istinto ho pensato a sua madre incinta che vede crollare le Torri Gemelle. La vita deve andare avanti, mi ripetevo in quei giorni. Ed oggi, anche la timidezza di RB dà tutto un altro senso all'accaduto.



Si va avanti sempre.

venerdì, ottobre 26, 2007

La Matematica E La Dianoia Sono Le Due Facce Della Stessa Medaglia?

Film che voglio al più presto rivedere (un bel post spersonalizzante e spersonalizzato ogni tanto ci vuole dai):

Blue in the face - il solito immenso Harvey Keitel attorniato da un cast stellare (Madonna, Jim Jarmusch, Lou Reed...)
The Prestige - inquietantissimo Christian Bale, prima buono, poi cattivo, poi cattivissimo, poi vittima e poi buono e poi...
Bull Durham: un gioco a tre mani - storie di baseball e passioni travolgenti. Insolito triangolo Tim Robbins - Susan Sarandon - Kevin Costner: malinconia a tutto spiano...
Memento - di chi ti puoi fidare quando non puoi fidarti nemmeno di te stesso...?
Ormai è fatta! - stupendo film che ho visto qualche anno fa su raitre la notte prima di partire per andare non mi ricordo dove (forse Salento). Sublime Stefano Accorsi che in seguito si è debosciato non poco (in my opinion).

Che poi, il discorso è questo. Pur occupandomi di cinema (molto, ma molto sporadicamente), non sono per niente un esperto in materia. Sono giustamente un mercenario. Però qualche dritta penso di potervela dare.

Squarciare il Velo Di Maya Attraverso La Filosofia.


giovedì, ottobre 25, 2007

Flinch.

E' la voce di Alanis che mi fa addormentare dolcemente questa notte.
What are you my blood? You touch me like you are my blood.
Già. Come hai fatto...? Come fai... ad essere così... come sei...
What are you my air? You affect me like you are my air.

mercoledì, ottobre 24, 2007

Serata Al C.B. (Mi Ha Dato Del Gay Per Via Del Mio Cellulare)

Tante parole, mai troppe. Tanti piccoli gesti. Gesti che servono, che sono mancati. Mi sono perso in quello sguardo che mi diceva molte verità: molte più di quelle che avrebbe potuto rivelarmi una colossale sbronza. E' sempre stato tutto in uno sguardo. Anche ieri è stato così. Ed è tutto talmente inaspettato e travolgente da lasciarmi, ancora una volta, inebetito, perso nei suoi occhi.

Si stava bene a Formentera...

Ma la parte più bella di tutta la storia è il suo cuore: me l'ha lasciato intravedere tra le mille tenerezze di cui è stata capace. Tornare a ridere, tornare a sedersi lì, in quel posto, tornare a parlare come in fondo non speravamo neanche più di poter fare... tornare ad aver voglia di ridere del destino e di quegli ostacoli che insieme ci siamo buttati addosso. Ridere non è sempre la soluzione giusta, l'ho ripetuto mille volte. Ma vederla sorridere, questo sì che dà un senso al mio mondo, al mio cuore inquieto, alla mia anima da ricucire.

(Mi commuovo a scrivere il suo nome, a pronunciarlo anche solo nella mia mente.)

E questo cuore che batte ancora, sempre troppo forte. E queste mani che tremano. E quel destino infame che, sono sicuro, un giorno saremo noi a beffare. E sarà inquieto e splendido.

martedì, ottobre 23, 2007

Travedona - Dundas - Travedona.

Venerdì: si sale.
Pochi ma buoni, pochi ma giusti, pochi ma animati dal sacro fuoco dello stare insieme e scaldati da quel fuoco che monsieur Perkovic ha il dovere di accendere. Ringalluzziti dalla musica che parte subito ad un volume improbabile (sempre sia lodata la Sarina che mi ha passato la serata di Tania Vulcano e Loco Dice; da ascoltare dal minuto 36 in poi), gli eroi della Travedonata Only For Men si sparano subito tre salami anzi due e mezzo in men che non si dica. Si appropriano della cucina e, udite udite, estremo affronto, non portano la playstation. Ok, è colpa di Arlo Van Helden che si è dimenticato: ma sai che smacco per le signorine sapere che siamo lì senza di loro e non ci accaniamo neanche due minuti a Pro Evolution? Devono impazzire. Il Bagninazzo mostra fiero luci e colori: scatta l'ora del braccialetto fluorescente, monsieur l'albanese indossa la maglia di Jason Kidd mentre il sottoscritto diventa l'uomo fluo. Dani ci delizia con la marionetta e i racconti della sala due del Number e Nick, oltre ad istigare Geidueopi col salame si regala un'ora di live-set che manco al Cocoon di Francoforte. Bella lì. L'albanozzo sta lontano dal cielo stellato ma chiude in fretta la serata. Sparisce nella notte quando ancora la voglia di heineken è al massimo. Cerco di non stonarmi ma poi ci pensa Dani a sistemare ogni cosa: dividere il letto col Bagnino sarà comunque un'avventura.
Sabato: si scende.
Arlino Van Helden proclama a pranzo "armiamoci di salamelle e conquisteremo l'islam". Nick gli fa eco: "qqqqqueshtooooo goutturniooo è propio buono ma ora c'ho shonno". L'albanese è disperso ma abbiamo il suo sacco a pelo in ostaggio. Dani mi regala tranquillità. Torin Torello ci ha raggiunto con la EuteliaCar e si svacca sul divano mentre tutti vanno a raccogliere castagne. E Joe? Che cazzo di domanda. Sul divano cercando di non pensare al probabile ma impossibile incontro serale: ci sarebbe da ridere, eppure sul divano quasi quasi piango.
Si arriva al Dundas in discreto anticipo che l'AleGranny ha richiesto i nostri servigi: potevamo dirle di no? Bè, tenendo conto che una volta ho detto di no a una vecchia che mi chiedeva di farle posto sulla 95, potevamo anche dirle di no; voglio dire, non era poi così disdicevole. Comunque abbiamo detto sì. Sì perchè ci voleva, sì perchè il gran cuore del Bagnino, sì perchè ci si laurea una volta nella vita ed alcuni neanche quella, sì perchè dopo le ultime indiscrezioni mica potevamo non presentarci. Usciti da McDonald, è Joe a rinunciare al posto in macchina. "Albe vai tranquillo, c'ho bisogno di camminare".
Il primo impatto, che poi è quello che non conta, è quasi insignificante. Poi però... poi però lo stomaco si ribalta in un secondo. Ordino una Menabrea ma dopo il primo sorso mi viene da vomitare. Scappo su, poi torno giù, converso odiabilmente senza parlare e senza ascoltare. Mi butto nella musica perchè, in fin dei conti, music is my business e venti minuti in consolle mi aiuteranno. E' così. Arriva il momento dei regali e la mia serata sta per concludersi. Uno sguardo. Giro la testa. Ancora uno sguardo. Vado. Due parole veloci. Andiamo su? Serata finita.
E' tempo di tornare a Travedona: sono rimasto solo con Silvietto, dei miei compagni d'avventura e di serata non ho salutato nessuno. Ci sarà tempo per ognuno di loro, adesso l'ultima fatica è quella di guidare. Sto sedile troppo alto è scomodissimo, c'è tempo per un'ultima chicca: "certo che il destino disegna delle parabole che non possiamo comprendere". Ride. Ciao.
Meglio tacere del viaggio verso Trave. Su i raga si stanno sollazzando con "Il ragazzo di campagna" che non smetterà mai di farci ridere ("ma lei se ne freeeeeeega perchè ha firmato qua!"). Si fanno le cinque del mattino. Il Bagnino in sbatta nel letto, gli do retta per minuti quattro poi crollo.
Domenica: si resta.
Chiacchiero col Bagnino, mi faccio raccontare i dettagli delle ultime ore di serata al Dundas ma c'è poco da dire (sto clamorosamente mentendo: vogliamo parlare della macchina del fumo ed i suoi effetti collaterali?). La sua curiosità lo uccide ma me ne frego: non gli dico un cazzo e poi ormai la decisione è definitiva, l'estate prossima devo andare a Key West. Ci sarebbe da scrivere un post incredibilmente lungo e sostanzioso per spiegare l'ennesima visionaria scommessa vinta dal Bagnino ai miei danni, ma poi se vi do tutte le chiavi di lettura non mi diverto più.
Pomeriggio d'agitazione che si risolve all'arrivo di un messaggino tanto inaspettato quanto bello: qualcuno ha dei vuoti di memoria, io ho la maglietta segnata dal mascara. Ne valeva la pena.

E' che potevo riassumere il tutto in una sola parola; una sola parola pronunciata là sopra, lontani da tutti ma non dalla musica e dall'atmosfera, lontani dagli errori ma non dalle conseguenze, lontani, certamente, dal rancore e non certo da quel mosaico di sentimenti che non moriranno mai.
"Abbracciami!", ordina Sua Maestà R.L., proprietaria della mia anima da diversi mesi. La abbraccio. In un istante il mio mondo ricomincia a girare. Dopo tanto, troppo tempo. Mi lascio andare e finalmente posso dimenticarmi del tempo e dello spazio: finalmente posso soltanto pensare a me, a lei, a quella via d'uscita impossibile da trovare. Finalmente vedo l'alba all'orizzonte: un'alba di lacrime e sorrisi, di frasi sussurrate e cantate, di carezze e dita intrecciate. Ci stritoliamo a vicenda, che in fondo un po' di rabbia è ancora da smaltire: ma ci stritoliamo per via di quel bene che, miracolosamente, anche questa volta sembra trionfare.

E dire che ve l'avevo scritto alla fine del post precedente: qualcosa, in fin dei conti, doveva succedere.

venerdì, ottobre 19, 2007

Villareal - Fiorentina 0-1 (4' Toni)

Mi sono reso conto che è stata una grande serata al Dundas stamattina. Quando appena sveglio rivivo d'improvviso una o più scene della sera prima, allora quella è stata una grande serata. Mi sono rivisto davanti alla Cardarelli col Bagnino, poi Silvietto ed il suo discorso memorabile, il secondo giro di Jagermaister, il protossido del dentista e la sconfitta con Toro alla Play. Tutto in un secondo. Grande serata. Un grazie, sentitissimo, a chi c'era. Anche se l'immagine più forte non la posso descrivere qui. Capitemi (per una volta io non c'entro). Grande serata cazzo... E quella passeggiata notturna... quel cielo quei colori quel vento che comincia a pungere. Quell'attesa. Perchè qualcosa, sempre, nel bene o nel male, succederà. Anche questa volta. Anche e soprattutto questa volta.

giovedì, ottobre 18, 2007

"Fabri Sono In Sbatta." "Io Se Fossi In Te..."

Ci sono quei momenti di sbattimento totale no
cioè tipo adesso, tipo questi ultimi giorni un po' così, troppo intensi
troppa agitazione
star qua a spiegare tutto è impossibile
e poi arriva Fabri su messenger
in due battute risolleva il mio mondo
non posso riportare la conversazione
ma tengo a mente la sensazione di follia che pervadeva le sue parole
e ho riso di gusto proprio di tutto ciò che mi angustiava
allora dico grazie, Fabri
grazie per la tua mente diabolica.



Forse gli sbattimenti non si risolvono tutti così
però ogni tanto...
quanto cazzo aiuta farsi una risata dissacrante.

martedì, ottobre 16, 2007

Tutto E' Più Chiaro.

Non è una storia di tramonti, nè di fari o di acqua di mare sempre troppo fredda; non è una storia di adolescenti sognatori e di principesse da salvare. E' più un gioco di sguardi, una complicità azzardata, un tocco di malizia così delicato da poter essere cancellato da un lieve sospiro.

E' una storia emblematica e feroce allo stesso tempo; è la storia di un fallimento, perchè laddove non c'è comunicazione non ci può mai essere comprensione reciproca. Una storia esemplare, un monito per il futuro.


E' una storia senza inizio e senza lieto fine: una storia vera. Vera come l'irripetibilità degli eventi, come lo scorrere incessante del tempo, come l'angoscia di chi sa che deve spiegare troppe cose e non ce la farà mai. E' la storia di un puzzle che non verrà mai completato, un po' come il galeone di Dylan Dog: amo i ricordi confusi che lo sorprendono di tanto in tanto, riaffiorando all'improvviso e togliendogli lucidità e respiro. Quante volte sono stato io Dylan Dog...

Oggi più che mai allora, ripenso a questa storia, sconosciuta ai più (perfino ai miei più cari amici), mai decollata e svanita in un giorno senza abbracci e senza nuvole. Una storia che chiudo col sorriso: forse alla fine, in tutto questo casino, per una volta abbiamo fatto la cosa giusta.

Ah Ma C'Era Anche Lei Sabato?

Forever my darlin' my love will be true
Always and forever I love just you
Just promise me darlin' your love in return
Make this fire in my soul, dear, forever burn
My heart's at your command, dear, to keep love and to hold
Makin' you happy is my desire, keepin' you is my goal
I'll forever love you for the rest of my days
I'll never part from you and your lovin' ways

(Johnny Ace - Pledging My Love)

Non me n'ero manco accorto.



(dai non prendetemi per il culo, mica c'era veramente!)

King Nick.




Semplicemente Twin Peaks

Da una mail di Joe Rokocoko a Audrey, 2 dicembre 2003:

"ps: ieri puntatissima di twin peaks. arrestato e poi ucciso jacques reno. leo dà fuoco alla segheria con dentro shelley. a james trovano la cocaina. dr jacobe all'ospedale dice di aver visto laura. audrey col vestito con su la donna di quadri e arriva suo padre. dale cooper torna in stanza e poi gli sparano."

"ah quasi dimenticavo! hank spara a leo johnson!!! che puntata!!!"

Un Uomo Un Perchè.

Ma che testa c'ha il Bagnino? Vallo a capire alle volte...

lunedì, ottobre 15, 2007

The Underdog's On Top

Viene lì un tizio verso la fine; fisicamente e mentalmente ormai ci eravamo ripresi. Più io che il Bagnino a dir la verità, ma poco importa (dire la verità? no, quello è importante...). Vabbè arriva lì e mi chiede come si intitola il pezzo che ho appena messo su. Sorrido e penso "maddu proprio come un vero dj... che la gente va lì a rompergli il cazzo". Mi dà un fogliettino ed inizio a scrivere, ed intanto gli spiego: "è di The Game, qua canta però insieme a Fifty Cent". Mentalmente abbraccio e ringrazio il Varanone perchè questa è una sua chicca, bisogna dirlo. Che pezzo è non ve lo dico a sto punto. Che vi piaccia o meno...

'Cause I Like You Just The Way You Are.

I ain't got no money
I ain't got no car to take you on a date
I can't even buy you flowers
But together we'll be the perfect soulmates
Talk to me girl

Oh, baby, it's alright now, you ain't gotta flaunt for me
If we go there, you can still touch my love, it's free
We can work without the perks just you and me
Thug it out 'til we get it right

If We Go There You Can Still Touch My Love, It's Free











We Can't Help But Feel That Something Has Been Lost.

Ripenso a quel giorno di sole di fine giugno e mi sembrano passati secoli. Riguardo qualche foto di un anno fa e mi sembra ieri. Travedona... Io e il Bagnino là in alto ad aspettare quella macchina. Ecco i fari... la macchina del fumo in casetta, lo schiaffo dell'Erica ad Arlo ed io là in fondo al campo da tennis...

Mi chiedo ancora adesso -me lo chiedo tutti i giorni- com'è stato possibile bruciare tutto così in fretta. Mi do mille risposte ma poi l'unica giusta è che non c'è risposta, se non nell'analisi dei comportamenti e delle azioni. Poichè tutto ha una ragione, anche gli eventi sfortunati o negativi ce l'hanno. E quindi aver bruciato tutto è certamente una colpa, non una catastrofe arrivata da chissà dove.

Una nottata da sogno... le lenzuola stropicciate...

E continuo a pensarci ogni giorno; spero di smetterla prima o poi, ma per ora va così. Penso a R.L. ogni giorno della mia vita. Che vi piaccia o meno, this is Breathing Underwater: non devi amarlo, devi odiarlo, e non devi chiedere perchè.

E c'è ancora lei, qui e ovunque io sposti il mio sguardo.

Joe Abbraccia Saraj.



sabato, ottobre 13, 2007

Por Estas Lagrimas.

...la va a tocar para Diego, ahi la tiene Maradona, lo marcan dos, pisa la pelota Maradona, arranca por la derecha el genio del futbol mundial, y deja el tercero y va a tocar para Burruchaga... Siempre Maradona! Genio! Genio! Genio! ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta... y Goooooool... Gooooool... Quiero llorar! Dios santo! Viva el futbol! Golazo! Diego! Maradona! Es para llorar perdonenme... Maradona, en una corrida memorable, en la jugada de todos los tiempos... barrilete cosmico... de que planeta viniste? Para dejar en el camino tanto ingles, para que el pais sea un puño apretado, gritando porArgentina... Argentina 2 - Inglaterra 0... Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona... Gracias dios, por el futbol, por Maradona, por estas lagrimas, por este Argentina 2 - Inglaterra 0...

With No Conscience, Repentance, Oh No...

There's a hole in your soul like an animal
With no conscience, repentance, oh no
Close your eyes, pay the price for your paradise
Devils feed on the seeds of the soul


All this running around, well it's getting me down
Just give me a pain that I'm used to
I don't need to believe all the dreams you conceive
You just need to achieve something that rings true

mercoledì, ottobre 10, 2007

Venti Anni Di Amicizia.

Eravamo insieme nel novembre '98 a comprare l'orso gigante, regalo per Audrey, che all'epoca ancora non aveva un Vero Nome: tornando a casa incontrai una persona (FR) che non vedevamo da anni e che avevamo invece appena nominato. Eravamo insieme la notte in cui il Milan perse la Champions ad Istanbul: i supplementari e i rigori non li vide nemmeno, era stravolto per mille motivi extracalcistici. Eravamo insieme a casa di suo padre il 30 novembre '97, quando El Cholo con una doppietta stese il Vicenza: parlammo di una persona che, ancora, non aveva un Vero Nome. Eravamo insieme nel luglio '96 (avevo i capelli blu) quando sul campetto in cemento dell'Orion Square Garden Paradise volai incredibilmente scavandomi un cratere sul gomito: quel segno a forma di cuore è ancora qui. Eravamo a Travedona nel lontano '89 quando l'Inter conquistò il tredicesimo scudetto e mia sorella si ruppe il legamento del ginocchio grazie ad un calcio del papà di EG. Eravamo insieme quella mattina in cui il tappo del bianchetto di Scottie venne "manipolato" per un innocuo scherzo che diventò leggenda. Eravamo insieme sul treno di ritorno da Venezia, quando le prof mi convocarono nel loro scompartimento per chiedermi cosa stesse succedendo: lì nacque la leggenda della Parlantina Brillante, era il 1995. Eravamo insieme la notte prima del mio ultimo giorno di scuola in quarta liceo, quando ormai il mio destino scolastico era scritto ma avevo paura di dirglielo. Eravamo insieme sulla salita di Premeno quando Daniel chiese aiuto perchè c'era "qualcuno" che lo picchiava. Eravamo insieme quando la nostra animatrice Caterina prese a schiaffi Pacio perchè la luce si era spenta: sono passati tredici anni ma ancora non ho capito cosa sia successo veramente. Eravamo insieme nelle nove ore più difficili della mia vita: ricominciare a respirare regolarmente, però, è un'altra cosa. Eravamo insieme da McDonald il giorno in cui il quarto piano del mio condominio andò a fuoco. Eravamo insieme a raccogliere castagne e idee fuori dal cancelletto di Travedona esattamente due anni fa. Eravamo insieme al San Carlo quel sabato pomeriggio: lo fecero entrare perchè si dichiarò mio fratello. Eravamo insieme a festeggiare lo scudetto dell'Inter, ad aprile, anche se lui era ad un oceano di distanza. Eravamo insieme quella mattina in cui mi portò in spalla su per due piani, perchè con le stampelle era troppo sbattimento. Eravamo insieme quando al Rolling diventò giallo e gli tolsi la bottiglia di rum all'ultimo secondo perchè stava per scolarsela tutta. Eravamo insieme quando il pirla si convinse ad assaggiare un kebab: ebbene sì, è colpa mia. Eravamo insieme in quarta elementare quando AC provò a farci bere la storia di suo zio che spostava le montagne col pensiero. Eravamo insieme l'ultima volta che sono stato in santambroeus per la fiera: dovevo comprare un regalo per una persona speciale e lui era l'entusiasmo fatto a persona. Eravamo insieme quando mi arrivò la notizia che Pantani era morto: lui non sapeva come usare il televideo e la gente si preoccupò notevolmente. Eravamo insieme quel pomeriggio di mille anni fa quando con una terza persona decidemmo di fare le foto alla macchinetta per rendere immortale quella giornata: quelle foto le ha ancora lui. Eravamo insieme nell'ottobre '87 quando la sua preoccupazione più grande era capire da dove fosse venuto quello stronzo che sapeva già leggere: lo stronzo, ovviamente, ero io. Eravamo insieme, in quinta elementare, quando la DD decise di esagerare facendo vedere a due compagni di classe le sue nudità: i due fortunati, manco a dirlo, eravamo noi. Eravamo insieme quando Grosso realizzò l'ultimo rigore di quella notte che sembra non essere ancora finita. Eravamo insieme quella sera di gennaio quando dopo aver girovagato per locali e sensazioni trovammo un materasso per strada: lui aveva con sè la macchina fotografica e la serata entrò nella storia. Eravamo insieme quel pomeriggio in cui fece finta di essersi chiuso in camera a studiare per poter uscire indisturbato a cazzeggiare: quando scese sua nonna a bussare, non sentendolo rispondere pensò che fosse stato male e si prese uno spavento inimmaginabile. Eravamo insieme quel pomeriggio in cui decidemmo di guardare Natural Born Killers per la decima volta incuranti del riso che intanto bruciava in cucina: il tutto fu ripreso da una telecamera. Eravamo insieme quel pomeriggio in cui Pescatore andò al cinema e rischiò di essere pestato: noi l'avevamo avvisato. Eravamo insieme quella sera in cui Dino Baggio stese la Norvegia ai mondiali USA '94: da brividi. Eravamo insieme quando totalmente ubriaco cantò una canzone di Vasco al Blues Canal. Ed eravamo insieme in un altro miliardo di occasioni: lo saremo ancora per chissà quante volte. Altri venti anni così? Oddio, ho quasi paura. Ma venti anni di amicizia ancora, quelli sì.
Pensare alla strada percorsa, oggi, fa un po' meno male.

Stasera Vado A Vedere Invasion

Non avevo mai visto una puntata di Veronica Mars, ma il suo era comunque un personaggio che mi affascinava parecchio (non chiedetemi perchè). Ieri ho colmato questa lacuna, e devo dire che sono rimasto davvero soddisfatto. Vabbè che abbiamo rotto il divano di casa Bagnino, ma questi sono dettagli e poi lui ha altri problemi ora. Ho anche ritrovato quella citazione che avevo ormai dimenticato.

"L'amore è come la luna: se non cresce, cala."

martedì, ottobre 09, 2007

Magdi Allam Non Ha Bisogno Di Mandare Affanculo Nessuno.

Per quanto tempo ancora le parole di quest'uomo rimarranno inascoltate? Spero non per molto. Consiglio di leggere l'articolo a tutti, ma in special modo ai seguaci di Beppe Grillo: vi servirà a capire cosa vuol dire occuparsi veramente di qualcosa di importante. Altro che vaffanculo day...

lunedì, ottobre 08, 2007

Chiudi La Porta Là In Fondooooooo...

Teo, dal canto suo, rimembrava su msn i tempi andati in cui nei nostri pomeriggi spadroneggiavano i testi e le poesie di Keats, Blake, Swift, Joyce, Coleridge e soci: perchè la letteratura (non) spiegata dal Pollina è stata una delle grandi fortune della nostra vita. Che il Pollina, parola di Joe, a livello prettamente linguistico non valeva una cippa. Ma essendo un poeta, tutto il resto gli veniva stupendamente.

You Lazy Boy!

Giustamente Jodie mi faceva notare, via sms, che "Sono quasi 8 mesi".

domenica, ottobre 07, 2007

E' Colpa Di Lavezzi.

No allora in pratica il discorso è che quel cazzo di joypad del Dundas non funziona bene. Io lo dico sempre, ma solo quando perdo perchè quando vinco cosa me ne frega, ho vinto punto e basta. Però è vero che il joypad non funziona! Infatti quando attacco verso destra faccio i numeri, invece poi nel secondo tempo quando attacco verso sinistra prendo le papocchie così a caso. Qualche giovedì fa stavo battendo Nick 3-1 con l'Atletico Madrid del Kun Aguero e poi ho finito per perdere 4-3. Sì grande rimonta, bella prova bla bla bla, però nel primo tempo ho fatto vedere il calcio champagne anzi il calcio Menabrea. Ieri notte mi sfida Silvietto e tac, mi rifila tre papocchie con l'Inghilterra. Io ero la Svezia. Rivincita, parto a tutta e vado sul due a zero in pochi minuti con l'immenso Zlatan. Poi mantengo il risultato e si va alla bella. Silvietto vuole cambiare squadre e mi sfida col Portogallo. Io prendo il Messico e lo batto 1-0, segnando nel secondo tempo e proprio verso sinistra, però alla fine rimane che quel joypad di merda mi fa incazzare, quindi se mi sfidate alla play al Dundas sappiate che poi se perdo c'ho la scusa del joypad.

No è che domani sera devo andare a vedere Becoming Jane e posso andarci accompagnato...

A parte che poi ormai al Dundas si comincia a giocare alla play a notte inoltrata, quando il livello di attenzione e di reattività è ai minimi storici, però vabbè quello vale per tutti; in fin dei conti se dopo la mezzanotte sei ancora nel locale, non è possibile che tu sia sobrio.

In definitiva, ieri sera ho sperato nella tripletta di Lavezzi perchè Fabri aveva promesso di ballare la lambada davanti ai marocchini di Videoplanet. Se provate a visualizzarvi la scena, verrà da delirare anche a voi.

Jose Luis ***** Soler

Ma niente oh, dai... In sto periodo va un po' così. (cosa minchia stai dicendo Joe? stai forse cercando di farci credere che questo è solo un periodo, e che come tale passerà? dai smettila subito)
Ok la smetto.



Say It Right...

Oh you don't mean nothing at all to me
No you don't mean nothing at all to me
Do you got what it takes to set me free
Oh you could mean everything to me




Poraccio. Va Che Sguardo Perso.


Non Ci Andrò...

... perchè ho preso già un altro impegno.

E forse non ci sarei andato lo stesso.
Perchè comunque le serate all'Amnesia sono un gran sbattimento (ieri c'era Marco Carola, domani Ralf e Giusy Consoli, ma zero nada niente nisba non sto bene non ci sto dentro) (vabbè cosa c'entra che sono appena tornato dal Dundas) ed io non ho voglia di sbattimenti in questo periodo.

Però ecco trovo la mail dell'Amnesia alle quattro meno dieci di notte e tornano quei pensieri no...
Magda, Troy Pierce, in fondo chi doveva capire ha capito... Magda, già... Ancora questo cuore che batte, il vento che tramuta la stanchezza in nostalgia, ottobre che torna sempre uguale, il mal di gola che in fondo non mi abbandona mai, la fatica che sto facendo lontano da...

Da chi? Sono lontano da troppe persone, e tutte troppo importanti. E questa mail, questo volantino capitano proprio nel momento giusto, ovvero nel momento sbagliato; perchè non c'è mai un momento migliore di un momento sbagliato. Un anno fa non avrei certo mai immaginato quello che sarebbe successo. Il bene nascosto in quella casa di campagna...
Il resto è una storia di tramonti che non ho visto, schiaffi dati e ricevuti, preghiere inascoltate e grida nelle notti più buie che l'anima potesse disegnare. Il resto, nel bene e nel male, è tutto dentro a quel nome su di un volantino che potevo non trovare mai e che invece, alle quattro meno dieci di una notte sbagliata ha catturato la mia attenzione ispirandomi un post che forse in troppi capiranno. Destino crudele. Non andrò neanche a sentirla


perchè quella sera sarò a Travedona. Crudele e splendido.

venerdì, ottobre 05, 2007

Anche Perchè La Voglia Di Vivere E' Sempre Più Grande

Decisamente troppo presto per mettersi a scrivere, e poi sto raffreddore e il mal di testa e le aspirine che mi sto calando a più non posso non aiutano di certo. Ieri Stardust mi ha regalato delle emozioni, e poi Claire Danes è troppo bella ed assomiglia a... lo so io... e allora quando è in pericolo sto male, e quando trova l'amore invece mi commuovo perchè non sto più seguendo il film, sto costruendo un'altra storia di fantasia (più o meno) basandomi sulle immagini che vedo. Una storia bellissima.

L'altra sera tornando a casa a piedi da Bande Nere mi sembrava di volare con Das Spiegel dei Chemical che mi dava la giusta carica. Un'energia che si è tramutata in pensieri a metà strada fra il cattivo ed il dolce, perchè i ricordi di quel primo gennaio '98 sono certamente dolci... oh sì... ed io che corro per via D'Alviano con le Buffalo perchè i mezzi non passano ma io devo arrivare in Stazione Centrale. E via sbattimenti su sbattimenti oggi irripetibili, quanto si stava meglio e peggio senza cellulari, per miracolo arrivo a destinazione e sono in orario, il treno di Audrey sta arrivando e noi siamo così piccoli, così indefiniti così splendidi nel freddo e grigio pomeriggio milanese. E allora questa rabbia che sento dentro cos'è, proprio ora che sto tornando in quartiere e Das Spiegel ha lasciato spazio a Destination Calabria? E' il risultato di un misto di pensieri e sensazioni. Perchè non sto camminando, me ne rendo conto, ma sto ballando. Cazzo quando parte questo pezzo io non riesco a star fermo ed ovunque mi trovi comincio a muovermi a tempo. Questo, cazzo questo sono io. Quello che balla mentre cammina, quello che corre con le Buffalo, quello che si è goduto gli anni ed i tempi passati. Cazzo, ma perchè mi sono dimenticato di tutte queste cose? Chi è stato in grado di cancellare la mia vita precedente? O meglio, chi ci ha provato?

Domande senza senso, in fondo sono io che mi sono dimenticato di ciò che ero. Per fortuna ogni tanto quel mondo mai perduto riaffiora, ed allora anche la rabbia diventa un sentimento positivo: non ho perso quella parte di me... non l'ho persa... dimenticata per un po', sì... ma c'è ancora.

E sono felice di ciò che ho vissuto, oggi più che mai allora. Perchè poteva andare diversamente, e quante cose mi sarei perso. Invece sono ancora tutte qua: dolci ricordi di un me stesso completamente diverso, eppure essenzialmente uguale. Questione d'anima, di cuore, di voglia di vivere.

Quante cose avrei da dirti, se solo tu avessi voglia di ascoltarmi...

giovedì, ottobre 04, 2007

Ho Scoperto Che il 17 Novembre C'è il Concerto Di Moltheni

Mi manca la spiaggia di Le Cannella.

mercoledì, ottobre 03, 2007

Cartagena E' In Colombia.

joe rokocoko³ ha scritto:
me ne vado in posta va'

Varano....SuxBad è Fantastico! ha scritto:
AHAHAHAHAHAH
Varano....SuxBad è Fantastico! scrive:
SPEDISCITI

joe rokocoko³ scrive:
mi spedisco in messico

Varano....SuxBad è Fantastico! scrive:
IO A CARTAGENA
joe rokocoko³ scrive:
HAHAHHAHAHAHA
joe rokocoko³ scrive:
COME MAI PROPRIO LI?

Varano....SuxBad è Fantastico! scrive:
PER LA CULTURA CHE SI RESPIRA

joe rokocoko³ scrive:
HAHAHHAHAH
joe rokocoko³ scrive:
AHAHAHAHAHA
joe rokocoko³ scrive:
AAHHAHAHAHAHAH

Grass Degli Animal Collective.

Mi sveglio e trovo un messaggino di Gaia; e pensare che erano mesi che volevo contattarla, ed invece è stata lei a sorprendermi. A volte succede. Vado a vedere Cemento armato, rimango deluso, poi mi ricordo che in fondo qualche progetto lo sto portando avanti... e dunque avanti vado.
Vedo l'Inter che rifila quattro papocchie alla Roma, poi due al Psv mentre la Roma perde ancora a Manchester, e c'è sempre da godere. Mi arriva un messaggino di Miki (personaggio del giorno) e intanto trovo il testo di Grass degli Animal Collective (immenso Fabri). Controllo qualche blog in giro qua e là, mi maledico perchè non ho ancora spedito la cartolina a Jodie (la sta aspettando da sette mesi e mezzo), mangio un altro po' di Tiramisù, poi parlo con la Socia e le spiego che se non fa come le dico non le parlerò per OTTO ANNI (è andata subito in ansia al pensiero di non sentirmi per tutto quel tempo... qualcuno che non vuole dirmi addio allora c'è!).

Mi chiedo che fine hanno fatto il Bufalo e Diegone, mi sparo l'ultimo numero di Dylan Dog, infine decido che sarebbe ora di chiamare il Bagnino (anche lui, nel frattempo, è sparito). Cerco qualche foto di Terry Richardson e mi chiedo quante saranno le persone che ancora leggono Breathing. Se ognuno di voi lasciasse un commento... Ma è pura vanità (il peccato preferito di Al Pacino in quel film che non mi ricordo il nome) (e forse anche il preferito di qualcun altro), non servirebbe a niente. E forse sarebbe deleterio. Breathing, ogni tanto, dà qualche segno di vita.

(Marina Abramovic non c'entra nulla, ma una foto ogni tanto va anche pubblicata eh)

L'Occhio Del Bagnino.

"C'è sempre un però", ripeto tra me e me mentre la 61 mi riporta a casa dall'ufficio dal quale sono scappato un po' troppo presto. Mi affratello con un senegalese che rischia di essere rimproverato da una perfida vecchietta, mi perdo con lo sguardo fuori dal finestrino, quando riaccendo il cervello sono ad una fermata da casa. C'è sempre un però, accidenti a me.

Corvino: un pranzo indimenticabile, una notte folle, e poi il Varano che ad ogni gol dell'Inter corre in camera e mi sveglia esultando a bassa voce, per poi infervorarsi e prendere a calci il materasso di Arlo; la telefonata ai carabinieri nel cuore della notte, coi raga mezzi addormentati che non si rendono conto... la Socia che mi chiama ed a momenti mi parte il vivavoce (stai male), i discorsi con la padrona di casa che non sa se io so che forse lei potrebbe sapere che se io sapessi allora non le direi che so che lei sa che io so anche quell'altra cosa là (non cercateci un senso, please). La Sarina che si spegne e si riaccende ad intervalli di quindici ore, la sensazione che la tragedia sia imminente mentre ci prendiamo a pallonate rischiando di sfasciare l'arredamento: la tragedia, come ovvio, si sfiora. Socia tutto ok quell'occhio?

Ancora il Varanone che espone un'interessante considerazione dopo che gli faccio fare il giochetto del toccarsi la punta del naso con le dita incrociate: a cosa pensate quando provate la sensazione di avere due nasi? Bé, al massimo ve lo dirà lui, io non lo ripeto...

In definitiva un gran bel weekend, passato lontano -fisicamente- dagli sbattimenti, dai pensieri, da quel tramonto là in fondo, perfino dall'Orion Square Garden; però, perchè c'è sempre un però, quella consapevolezza si fa ogni giorno più forte dentro di me. Sì, mi sta mangiando vivo, mi sta privando di tutto. Perchè ci penso ogni giorno, e non dovrei, ma è più forte di me e non so come uscirne: buttarsi negli impegni? Andare avanti? Vivere d'altro?

E di che cosa, di grazia, dovrei vivere? Cammino per la strada, respiro, prendo freddo pioggia vento poi sole ed ancora freddo e caldo e arriva l'autunno, ed io ancora qua, anzi, ancora là dove si è fermato tutto, in quella stanzina dell'ufficio in Niceflower, che quando ci ripenso mi si blocca il respiro (non in senso metaforico o poetico). Ho il terrore che queste parole vengano lette dalla persona sbagliata, ma in fin dei conti questo è quanto, non ha senso nasconderlo, non ce l'ha proprio. Come al solito spero nelle intuizioni del Bagnino, ho due scommesse in ballo con lui, sul lungo termine ha sempre avuto l'occhio giusto e chissà, spero proprio di perdere anche stavolta (c'è stata una volta precedente?). Risolverebbe molte cose...

E no, stavolta nessuno potrà chiedermi chi sono veramente, o che cosa sono. Ho ritrovato una scritta sul muro della mia scala, non so a quando risale, c'è soltanto una lettera con tre puntini di sospensione. Tre puntini che volevano dire tutto e niente, all'epoca. Tre puntini che forse sono diventati un punto fermo. Chi lo sa. C'è sempre un però, non è vero?, il Bagnino questo lo sa bene.

Non mi rimane che illudermi un'altra volta, e dunque: guarderò tre film anche questa settimana, scriverò le recensioni all'ultimo secondo, cercherò una data per andare a donare il sangue ed un'altra per il tatuaggio; penserò a cosa tatuarmi (Fabri: "io mi tatuo... nel senso che tatuo me stesso" - Joe: "io mi tatuo nel senso che mi tatuo addosso il disegno a grandezza naturale di me stesso, in modo da poter non invecchiare mai"), e tornerò in quel luogo di perdizione che non posso nominare (ho i brividi) (ma è l'unica chance che ho); scriverò quell'articolo per il Perkovic, aiuterò il Bagninazzo per la festa di sabato sera, deciderò se andare all'Amnesia.

E però, perchè c'è sempre un fottutissimo però, e perchè siamo sempre noi a decidere come vanno le cose, so già che quella consapevolezza che poco a poco mi sta divorando non mi abbandonerà; che quei pensieri torneranno a fare male. Perchè può anche essere come dite voi,

però

stavolta lo so che queste non sono soltanto paranoie.
In fondo, voglio dire, c'è sempre stato un "però": però stavolta è diverso.