BREATHING UNDERWATER

ultimo giro di bevute. il bar sta chiudendo, il sole se ne va. dove andiamo per colazione? non troppo lontano. sono stanco amore. sono stanco.

giovedì, maggio 31, 2007

Zoncolan.

Perchè il ciclismo in fondo è così. Lo odio, ma come odio l'Inter e la strafattanza. Cioè, ci sono quelle cose che, pur odiando, ti affascinano sempre. E sempre le amerai, e sempre le andrai a ricercare.
Il cilcismo, in fondo, non riesco più davvero ad amarlo -così come non riesco più ad amare l'Inter come un tempo- ma nemmeno ad odiarlo. Quando inizia il Giro, mi riprometto sempre di non guardarne neanche una tappa: ma poi la tentazione è irresistibile, ed alla fine le scalate come quella di ieri risultano commoventi.
Ma è una sensazione che nasce e finisce lì, non dura. Forse per il sospetto-certezza che gli atleti siano tutti incredibilmente dopati, ed allora non vince mai il più forte ma il più fortunato (o il più furbo). O forse non è quello. Forse è perchè manca qualcuno. Manca lui.

La mia mente lo vede apparire ogni tanto lungo i tornanti più difficili, con la bandana gialla da buttare a terra come segnale di battaglia. Quando Pantani buttava la bandana, ragazzi, non ce n'era più per nessuno. Ieri vedevo le facce distrutte dalla fatica di Simoni, Cunego, e soci... li vedevo farsi strada tra la folla in delirio, con la gente che incitava ogni singolo atleta, perchè puoi tifare per un corridore ma intanto incitare il suo avversario diretto. E su quelle stradine di montagna, continuavo però a vedere lui, da solo, con la rabbia in volto, pronto a dare minuti su minuti a tutti quanti. E poi come un flash lo immagino da solo in una stanza anonima, mentre cerca di scacciare i fantasmi inalandosi la morte.

Ed allora mi commuovo, e forse piango, e succede ogni volta che guardo una tappa come quelle di ieri; una tappa fatta di fatica, di gesti eroici, di fughe che si interrompono a due chilometri dal traguardo, di tifosi che spronano ed incitano quei poveracci che si sono impiantati e manca ancora metà salita... per poi concentrarsi sul gruppetto che arriva dopo, e poi quello dopo ancora, in un amore vorticoso e senza fine per il ciclismo, per i corridori... cosa non dev'essere stare lì sul ciglio della strada nel punto più duro... Ricordo quando il Giro lo vinse Chioccioli, avevo solo dieci anni ma vedere la maglia rosa dal vivo mi rese euforico... in fin dei conti davanti a certe immagini non si può che tornare bambini: allora, ammiro questi miei eroi lasciando da parte ogni pensiero razionale. Voglio fidarmi ancora di loro, voglio credere nella loro fatica, voglio rispettare la loro sofferenza. Voglio crederci, e voglio emozionarmi come quando avevo dieci anni, o come quando ne avevo diciassette e Pantani ci regalò Giro e Tour. Voglio credere ancora un po' in questi eroi così "sbagliati". Lo voglio, e forse non posso fare altrimenti.

(tempo impiegato per scrivere questo post: 24 minuti)

mercoledì, maggio 30, 2007

DoubleL.

Ho sognato DoubleL l'altra notte. Lo sogno più o meno una volta all'anno, ed ogni volta poi rimango lì come un cretino tutta la mattina a pensarci. Perchè questa è una storia un po' triste.
DoubleL giocava con me a calcio, ma era più che un semplice compagno; era un amico.
Non lo vedo dal gennaio 98, e questa cosa un po' mi mette i brividi. Nel senso, se lo incontrassi per caso domani mattina avrei troppe cose da raccontargli! Oh, dico, nove anni di vita sono pur sempre nove anni.

Aveva la testa dura, per molti era ottuso, ma io in lui avevo notato l'animo nobile. A chi gli rinfacciava di non tifare per nessuna squadra, lui replicava orgoglioso "io tifo per l'Orione". Dieci anni dopo, coglioni come me che hanno speso lacrime e tempo per mercenari in mutande si ritrovano a pensarla come lui. Ma vabbè.
Dal punto di vista calcistico, DoubleL era una formidabile ala destra. Poco tecnico, è vero, ma talmente veloce da potersi permettere stop a dieci metri (i classici stop a inseguire): tanto sul pallone, in un modo o nell'altro, ci sarebbe arrivato sempre per primo lui. Per me era una goduria giocarci insieme: in qualsiasi punto del campo io mi trovassi, già prima di ricevere il pallone sapevo che se l'avessi buttato il più avanti possibile sulla fascia destra, lui ci sarebbe stato. Così, mi faceva fare spesso bella figura, perchè un lancio di cinquanta metri senza guardare fa sempre il suo bell'effetto.

Ma è dal punto di vista umano che DoubleL ha lasciato in me una traccia indelebile. Parlavamo spesso, nel chiuso dello spogliatoio, specialmente dopo le partite. Entravamo in doccia sempre per ultimi, per poter stare quanto cazzo volevamo a chiacchierare del più e del meno. La tipa carina in oratorio, le prime storielle cazzute, i sogni su un futuro migliore (sempre donnacce, ovviamente). I mesi scorrevano, d'estate ci si beccava in oratorio e ci si riempiva di discorsi a cuore aperto durante le interminabili partite a calcio tennis (in cui lo battevo sempre). Ci confrontavamo e ci prendevamo in giro (Joe era in vena di sbattimenti già nel novembre del '95, signore e signori), ma con la consapevolezza che tutto, in fondo, si sarebbe messo a posto in un modo o nell'altro. DoubleL non dava troppa confidenza agli altri compagni di squadra; sapeva stare in gruppo, ma aveva bisogno dei suoi spazi. Io ero come sempre intento a legare con chiunque, ma quando DoubleL non si presentava agli allenamenti sentivo eccome la sua mancanza.

Un giorno decidemmo di fare una sorta di patto-scommessa. Avevamo 15 anni. Volevamo vedere chi sarebbe stato il primo dei due a trovare l'amore. Il vero amore. Era una prova quasi insignificante, in fondo serviva solo per capire chi sarebbe stato più fortunato, ma ogni tanto la tiravamo fuori per fare il punto della situazione.

Dal gennaio del '98 però, DoubleL sparì dalla circolazione. Quello era un periodo magico per Joe, che sperava di veder riapparire l'amico nella sua vita da un momento all'altro per raccontargli che cosa stava succedendo (ah, l'amore!). Ma questa è una storia triste, e DoubleL non è più riapparso. Io non l'ho mai cercato, troppo preso da me stesso, dall'amore o da chissà che.

So che c'è qualcosa in me che lascia la questione insoluta, irrisolta. Sogno DoubleL una volta all'anno, che ci crediate o meno. E poi rimango lì come un cretino pensando al destino, al valore dell'amicizia, a quanto mi abbia lasciato dentro una persona che, sicuramente, non s'immagina tutto questo.

Questa è una storia triste, dicevamo all'inizio, ma forse non troppo, perchè in fondo quando penso a DoubleL torno quindicenne; ed allora so che tutto si metterà a posto.
In un modo o nell'altro.

(tempo impiegato per scrivere questo post: 1h e 9mins)

martedì, maggio 29, 2007

Bagninazzo Ventiseienne.

E' sempre in ritardo. Lui vive in ritardo.
E probabilmente ci è anche nato, in ritardo. Magari solo di cinque minuti, ma vaglielo a dire a mamma P. di resistere ancora cinque minuti. Ma lui aveva delle cose da sistemare, in fin dei conti. Cinque minutini ed arrivo.

Il primo ricordo che ho di lui è di un suo ritardo. Se fosse stato in orario, quel giorno in cui arrivai nella sua classe in prima elementare, bè, sarebbe stato tutto diverso. Invece no, mi si presentò il suo culone in tuta gialla che si muoveva affannosamente su per le scale, mentre la signora Fedele, la maestra di cui tutti s'innamorarono, mi spiegava: "ecco il nostro Albertone, in ritardo come al solito". Dopo due settimane di scuola, il brother si era già fatto notare.

Giusto che allora, uno attento come me a mandare i messaggini di buon compleanno alla mezzanotte spaccata, si ricordi di lui soltanto alle undici e mezza del mattino: uno scherzo del destino? Può essere...

Nel frattempo, quindi, c'è da festeggiare per questi 26 anni (gli ultimi due passati senza l'epididimo): più vicini ai 30 dei 20, dice lui. Ma più vicini ai 18 che ai 90, gli rispondo io, che adoro massacrarlo dialetticamente (ma per fortificarlo!). Lui, invece, continua ad adorare i film d'animazione, gli accostamenti improponibili (detto da me non è credibile ma fidatevi), le esagerazioni da megalomane (vedere post sul blog del Varanone), i progetti strampalati (innanzituto ci vogliono LE LUCI!!!), le entrate ad effetto... Continua ad odiare la radice dei miei comportamenti sbattimentosi (come il Varanone...), ma con discretezza e un pizzico di grinta ogni tanto è capace di darmi la scossa (è l'unico sulla faccia della globo terracqueo). Cosa aggiungere, dunque?

Auguroni, Bagninazzo. Grazie di tutto, ancora una volta. Un po' in ritardo... ma viene dal cuore.


(tempo impiegato per scrivere questo post: 1h e 51mins)

lunedì, maggio 28, 2007

Per Me E' Lo Stesso.

Improbabile dialogo, realmente avvenuto venerdì notte tra Joe Rokocoko e lamiamiglioreamica:

JR: perchè vedi, cioè... sta cosa mi stupisce ma è così, ah ah... le persone che magari non mi conoscono proprio benissimo... cioè quelle fuori dalla cerchia ristretta di amicizie no... ecco quando le nomino sul blog, si pigliano bene, non se lo aspettano forse, e quindi ci rimangono! E' pazzesca sta cosa!
LMMA: guarda che io mi emoziono ancora adesso quando mi nomini sul blog.

"Non Memorizzare La Strada, Bastardo!"

Domenica intensissima. Risveglio col mal di gola ed in testa la musica di Steve Lawler e le immagini di un sabato sera che poteva andare meglio (eh sì) ma anche peggio (il telefono con una tacca di batteria ha resistito). Qualche sbattimento, ma in fin dei conti può capitare.
Dunque, si va al Sempione Half per giocarsi il primo posto. Ovviamente Mister Rokocoko (che ha vinto più gironcini invernali dei Pulcini 96 rispetto a Benitez) è informatissimo su tutto, quindi sa rispondere alle domande dei genitors, che sono più tesi dei figli: contro chi si gioca mister? Boh. Ma se pareggiamo ci sono i supplementari? Eh boh adesso vediamo. So solo che darò la fascia di capitano ad un interista, e sarà lui ad alzare la coppa.

I tre tempi regalano tanta sofferenza, e troppe occasioni sbagliate. Finisce 0-0, si va ai rigori. Porca porcaccia, direbbe qualcuno. A sto punto se la perdi è il dramma. Perchè perdere fa sempre schifo, ma ai rigori... no cazzo noi dobbiamo vincere. Dico ai raga di stare tranquilli. Non decido io chi tira, ve la dovete sentire voi. Si offrono in sei, ne scarto uno. Tu primo, tu secondo, e così via. Perlomeno, se qualcuno sbaglierà, se la sarà cercata da solo.
Invece non sbagliano, e quando M.M. detto Vieira insacca il quinto rigore, parte la corsa sfrenata verso l'altra porta, dove i genitors applaudono commossi. Mister Rokocoko se la gode, ma non ha tempo per festeggiare; o meglio, non ha tempo per festeggiare la vittoria. Balza sul pick-up (Krepa non ci credeva) (ma il mio non ha le frecce avvelenate) e scappa verso lidi lontani. A dodici minuti da casa sua, tanto per intenderci. Il regalo per la festeggiata è in ritardo, ma non c'è problema: i divi si fanno aspettare.

La serata, dunque, procede tra sorrisi, ammiccamenti e minacce di morte al povero Sfo (in realtà è lui che se le va a cercare); non riesco a mangiare, troppa adrenalina addosso, e troppa felicità. Per la coppa, certo (ho vinto più trofei al Sempione Half rispetto a Benitez), ma anche per questo surprise party che qualcuno, con tanto cuore, è riuscito ad organizzare in maniera splendida. Ora il cuore va messo nella festa: treno dell'amore, cori, abbracci, qualche birretta ed un po' di vodka alla pesca. Mi perdo per un secondo in quello sguardo, ma non c'è tempo, hi hi (forse più tardi).

Tutto troppo bello, e così reale da farmi strabuzzare gli occhi, alla fine. Torno a casa con la certezza di aver preso parte a qualcosa di bello, stasera. Bisogna proprio metterci il cuore...
Un grazie sentitissimo a chi ci ha creduto fin dall'inizio (ACMI!), e a chi mi ha dato quel consiglio che ho saputo ascoltare (Bagninazzo). Travedona sta arrivando, e se lo spirito rimarrà intatto, si preannuncia GROSSISSIMA.
(tempo impiegato per scrivere questo post: 34 minuti)
(tempo impiegato per tornare a casa ieri sera: 14 minuti, ero sciallatissimo)

Il Favoloso Mondo Di...

Negli occhi il tuo sguardo.
Addosso, il calore del tuo abbraccio.
Sulle labbra rimane un assaggio
suadente.
Un lieve sospiro.

Me ne vado via per ultimo.

sabato, maggio 26, 2007

Just So Confused About It

Sarebbe meglio non scrivere a quest'ora, sarebbe meglio non paccare Joe Rokocoko, sarebbe meglio non pensare al significato profondo di What goes around comes around, sarebbe meglio non chiedersi perchè, sarebbe meglio buttarsi nel domani e buttare via l'oggi, sarebbe meglio costruire la propria scala del potere, sarebbe meglio rispondere quando ti chiamo, sarebbe meglio non delirare, sarebbe, e sarà, meglio, chiamarti domani e così riappacificarsi.
Mentre Justin canta l'amore perduto, io mi butto nel nuovo giorno, convinto che troverò un senso a tutto quello che è successo stasera, alla telefonata, all'uragano mancato, al messaggino ricevuto, alle domande dei raga che mi vedevano inquieto. Passerà questa sensazione. Intanto ora me la godo. Come dici Justin? Can't believe it's ending this way.

Ma questa non è la fine. E' solo un altro inizio, Joe...

(tempo impiegato per scrivere questo post: 6 minuti, ascoltando Justin ovviamente)

venerdì, maggio 25, 2007

Scusami. Scusami, sì...

E' che la voglia che avevo di vederti superava la paura che l'uragano mi si scatenasse in testa.

Impronte...

Secondo uno studio fatto in Australia, i koala hanno delle impronte digitali talmente simili a quelle umane che potrebbero essere facilmente confuse dalla polizia sulla scena di un delitto. Va notato, inoltre, che lo studio è stato finanziato da O.J. Simpson.

(Norm McDonald)

Is This How We Say Goodbye?

Hey girl, is he everything you wanted in a man?
You know I gave you the world
You had me in the palm of your hand
So why your love went away?
I just can't seem to understand
Thought it was me and you baby
Me and you until the end, but I guess I was wrong

Don't wanna think about it, don't wanna talk about it
I'm just so sick about it, can't believe it's ending this way
Just so confused about it, it'll end up in the news about it
I just can't do without ya, tell me is this fair?
This is the way it's really going down
Is this how we say goodbye?
I should've known better when you came around
That you were gonna make me cry
It's breaking my heart to watch you run around
'cause I know that you're living a lie
But that's okay baby 'cause in time you'll find
What goes around, goes around, goes around, comes all the way back around

Now girl, I remember everything that you claimed
You said that you were moving on now
And maybe I should do the same
Funny thing about that is, I was ready to give you my name
Thought it was me and you baby and now it's all just a shame
And I guess I was wrong

What goes around, comes around, yeah

You should've known that
What goes around, comes around, yeah
You should've known that

Let me paint this picture for you baby

You spend your nights alone, and he never comes home
And every time you call him, all you get's a busy tone
I heard you found out what he's doing to you
What you did to me, ain't that the way it goes?
When you cheated girl, my heart bleeded girl
So it goes without saying you left me feeling hurt
Just a classic case, it's a sce-sce-scenario
Tale as old as time, girl you got what you deserved
And now you want somebody to cure the lonely nights
You wished you had somebody that can come and make it right
Well girl I ain't somebody and not a sympathy, see, see

What goes around, comes back around
I thought I told ya, hey hey
Take it to him, hey


See, you should've listened to me baby
Take it to him, hey
Because, what goes around, comes back around

What Goes Around...

Sto ascoltando ossessivamente Divenire di Einaudi, prima traccia di un cd regalatomi per Natale (due giorni dopo Natale, in realtà, ih ih), e poi l'imperdibile What goes around comes around di Timberlake Justin inteso JT. Uaglio' che video, con Scarlett Johansson bellissima ed inquietante... ma il testo... eh sì il testo va imparato a memoria... forse.

E mica si può far finta di niente, non è vero? Due anni fa è andata com'è andata, si giocava ad Istanbul e fu una vera goduria. Stavolta è andata bene ai bastardirossoneri; dico sempre "guai a parlare del culo del BBilan perchè si rischia di rimanerne travolti..." ma in realtà il culo non c'entra niente. Ribadisco che Benitez ha vinto meno campionati della categoria Pulcini 96 rispetto al sottoscritto, ed un motivo ci sarà. Se metti in campo dieci terzini ed un mezzo attaccante, non ti devi stupire se non riesci a segnare. Come al solito, il BBilan versione europea ha vinto la partita prima ancora di scendere in campo. Ha vinto perchè ha schierato Pippo (ogni tanto) Inzaghi. E l'ha schierato perchè quella merda segna sempre. Di culo, di mano, di labbro, sempre. Mentre i nostri eroi nella doppia sfida col Valencia hanno dimostrato di essere nulli da Lugano in avanti, i bastardirossoneri hanno confermato di essere uomini, prima che calciatori. Perchè come calciatori, è vero, non sono fenomenali. In difesa sono vecchi, arruffoni e scarsi. A centrocampo hanno due bolliti come Pirlo e Seedorf. E in attacco hanno uno che non sa fare venti palleggi.
Però sono uomini. E questo, caro Robbinho, fa la differenza. Sempre.

Ma il calcio continua a dare soddisfazioni, non è vero? Ieri con una formazione rimaneggiatissima i miei raga si sono imposti 3-2 sulla Solese. Attimi di tensione nel terzo tempo, quando il mio giocatore MC detto "Quiete" è stato colpito con una gomitata dal numero 7 avversario. L'allenatore della Solese, alla disperata ricerca del pareggio, non sostituisce il suo giocatore, come la logica del buonsenso vorrebbe (visto che l'arbitro, un vecchio demmerda, non ha visto nulla), ma dice ai suoi "dai bambini non fatelo più". Quando, tre minuti dopo, il numero 7 falcia da dietro TG detto "Ciccio", mister Rokocoko comincia ad inveire contro il mondo, e butta per terra il cappellino bianco appena lavato. Alla fine però il mister avversario è venuto a chiedere scusa... sì ma ormai il cappello era bello da lavare un'altra volta.

Salamella insieme ai boys, poi raggiungo i raga da Silvietto: chi l'avrebbe detto che un giorno la mia prof di educazione fisica delle medie mi avrebbe accompagnato al Dundas? I casi della vita eh. Questa che parte, intanto, è Ellen Allien. Sono eclettico, eh?

(tempo impiegato per scrivere questo post: 17 minuti)

giovedì, maggio 24, 2007

Daytona.

Avevo 18 anni, anzi in realtà stavo per compierli.
Lei era in Florida e ci sentivamo una volta ogni tre quattro giorni. Ripensarci oggi mi fa sorridere (e contorcere lo stomaco allo stesso tempo, ovviamente); quando non avevamo i cellulari, l'unico accordo era di sentirsi verso le tre del pomeriggio. E se alle tre non ero a casa, non ci si sentiva. Non riesco ad immaginarmela, ad oggi, una situazione così. Eppure così andavano le cose.
Lei era in Florida ed io a Milano, in quel fantastico agosto millenovecentonovantanove. Gli sbattimenti avanzavano, quello non era un periodo semplicissimo. A parte il fatto che i periodi di Joe non sono mai semplicissimi, comunque quello è stato uno dei più duri in assoluto. Ciò che non ci uccide ci fortifica, in fin dei conti. Gli sbattimenti avanzavano, c'era una nuova avventura da cominciare da lì ad un mese. Avrei conosciuto i miei nuovi compagni di classe, i nuovi professori, non avrei più potuto sbagliare un colpo. Di notte i pensieri si affollavano, prendere sonno era difficile ma poi pensavo a lei, in Florida. E tutto appariva più semplice.
Mi parlava di questi stradoni immensi, delle spiagge, degli sbirri incazzosi, dei mega centri commerciali, dell'aria condizionata e della moquette nei bagni. Erano sempre telefonate intensissime, ed io non avevo un granchè da raccontare. Messo giù il telefono, la vita oltreoceano tornava ad essere lontanissima: la realtà mi parlava di Videoplanet, un gelato di pomeriggio, un regalo da comprare a PJ che anche lui diventava maggiorenne (una settimana prima di me).
Lei era in Florida. Tornò abbronzatissima e bellissima. Io ero magro, magrissimo, e maggiorenne. Avevo ascoltato i Chemical tutti i giorni, da quando era partita, che quella cassetta me l'aveva regalata lei proprio prima di volare negli States. Ricordo il momento in cui la vidi entrare in casa mia, è come se fosse ieri: fu un'emozione da togliere il fiato ad entrambi.

Non so perchè ho ripensato a tutto questo, proprio stamattina. E non so perchè l'ho voluto raccontare e pubblicare sul blog.

Ma so che non ci sono perchè, a volte. E' che certe cose rimangono qui, tra il cuore e la gola. E devono venire fuori per forza.

(tempo impiegato per scrivere questo post: 22 minuti)
(tempo passato con lo sguardo fisso nel vuoto stamattina: più o meno mezz'ora)

martedì, maggio 22, 2007

Is It Coming?

1) Breakfast on Pluto ci sta dentro. Due ore sono sempre due ore, però come film ci sta dentro.
2) Forse giovedì al Dundas c'è My Best Friend anzi Our Best Friend (perchè lui è il migliore amico di tutto il mondo universale globale!): proprio lui... RUUUUGGGGGèèèèèèROOOOOO!!!
3) Sbatta paura. Ma paura proprio.
4) Come si fa a fare una rapina in una banca e a scappare senza che si slaccino le scarpe e andare dove non c'è mai nessuno che ti sputa contro e ti vuol mettere nei guai?
5) Sti sbattimenti stanno facendo passare in secondo piano l'angoscia per domani sera. Poi Benitez se ne esce con "non marcheremo a uomo Kakà", ed io davanti al monitor che gli rispondo "potete anche non presentarvi direttamente, a sto punto, mi sa che fate una figura migliore". Ma lui ha vinto più Champions di me, quindi taccio. Certo, io ho vinto più gironi invernali della categoria Pulcini 96 di lui...
6) In definitiva c'è voluto poco a ritrovare l'entusiasmo. Una sorpresa pomeridiana, una telefonata, e via.
7) E' meglio autocensurarsi, a volte. Voi, intanto, state pronti. The Drag Queen Race is coming.
(tempo impiegato per scrivere questo post: 9 minuti)
(cosa non capirete: bè, il punto 7 mi sa)

Odore Metallico.

Sarebbe il caso di fermarsi e respirare, o di sentire qualcuno tipo Audrey, tipo lamiamiglioreamica, tipo qualcuno che mi metta un po' di tranquillità. Finirò invece per sbomballarmi a colpi di minimal, che se mi sparo un po' di Vasco finisco in paranoia dopo due secondi. Ma cosa sta succedendo?
Sbattimenti, impegni, incertezza... le solite cose insomma. Eppure... eppure c'è dell'altro. Un progetto sfumato, un qualcosa in cui avevo creduto, seppur per pochi giorni. Giusto il tempo di organizzarsi, e via è già tutto finito, evaporato, svanito. Per che motivo poi? Ma certo, lo stesso per il quale sapevo di non dover investire neanche un millesimo di me stesso. Siamo alle solite (il vecchio Joe...).

Ma certo non è il caso di buttarsi troppo giù. Ieri sera incontrare il Perkovic è stato importante, io ed il Bagnino gli abbiamo illustrato il nostro progetto per le vacanze estive: dunque si fa tappa ad Amsterdam, poi Copenaghen, infine Helsinki e San Pietroburgo. Ah, e di ritorno ci si ferma a La Spezia, chiaro, è irrinunciabile. Ottomila chilometri in 14 giorni? Se non sbaglio fanno 35 chilometri al giorno, spiego al Bagnino. Mi sa che c'hai un po' di confusione in testa, mi risponde lui. E vabbè, abbozzo io, allora salta la tappa di La Spezia... Perkovic non ridere, metti via ottomila euro non fare il barbone, non ti stiamo mica chiedendo la luna (di Gianni Togni o degli Smashing?).

Una birretta più tardi, in quel dell'Union Club di via Moretto da Brescia, i tre si perdevano in un'accesissima discussione su luci, fondali e cavi piombati. Laconico il commento del vostro amato Joe: "mi state rompendo il cazzo".

Che poi, la serata era iniziata con la sparata del Bagnino: stasera niente Cambusa, andiamo al Murphy. Ma no cos'hai capito, che via Savona, io ti porto al Murphy di Travedona Monate! Porco cazzo, se avessi insistito un secondo di più mi sa che saremmo veramente finiti là. Ma è andata bene lo stesso, il Maharaja si è confermato su altissimi livelli: costa troppo (birra 6 euro), la birra sa di ruggine, i tavolini ti lasciano sulle braccia e sulle mani quell'odore metallico schifosissimo, la musica fa vomitare (tutto un disco dei Righeira mi pare eccessivo), le sedie sono scomode ed il divanetto è troppo basso. In pratica si salvano solo i popcorn. Non male, direi.

Usciamo, sentiamo l'albanozzo ed il resto è storia nota.

Scrivere mi ha fatto bene, alla fine. D'altra parte l'alternativa era svaccarmi una mezz'oretta sul letto, ma la dolce e tenera Camillina se ne è impossessata, e guai a farla spostare (si offende e poi mi fa i dispetti) (non ridete, i dispetti della Camillina sono veramente fastidiosi) (fidatevi, porco cazzo!).
A volte non rimane altro che scrivere.

(tempo impiegato per scrivere questo post: 29 minuti ma ho perso tempo con Sfo su msn)
(praticamente nessuno capirà: la battuta sul chiedere la luna) (ma qualcuno la capirà...)

lunedì, maggio 21, 2007

Cerchio Dell'Amicizia.

Sabato serata tranquilla al MOCI, cocktail analcolicissimi e code chilometriche al bagno, ma anche e soprattutto incontri spettacolari ed inaspettati, momenti da ricordare (quel saluto finale condito da un abbraccio stritolante...) ed una sensazione di serenità dopo serate e serate di sbattimenti, chè ci si può davvero divertire senza esagerare.
Domenica serata esagerata, per l'appunto, al Solaire. Il Varano dietro il bancone (sono poche le certezze nella vita), il tramonto mentre la house comincia a picchiare, gli affratellamenti che mi mancavano da un po' di tempo, gli sdrusi offerti, i litigi tra donzelle, una mezz'ora passata in modo anomalo (io ero quello che stava bene e mi hanno fatto pure il culo!), il ricordo di quella serata al Rolling di mesi e mesi fa in cui il Varano mi annunciava che sarebbe tornato al Solaire anche quest'anno. Ecco, erano mesi che aspettavo il ritorno al Solaire, e non potevo certo chiedere di più.
Ma cosa rimane in fondo, di due serate così diverse, praticamente agli opposti?
Troppo facile dire la genuinità e la spontaneità di una persona capace di mettermi allegria con ogni suo gesto, ogni sua parola ("ma vedi te se io, borghese, devo stare a parlare con un casettaro come te!"). Troppo facile, ma certo non banale. Thank you, Cami.

Sarà Arrivato?

joe rokocoko scrive:
MA IL VARANO è ARRIVATO A KW???
Nikodejan scrive:
spero di si
Nikodejan scrive:
altrimenti lunedì mattina avremmo un funerale
joe rokocoko scrive:
FIGA CHEPPALLE NO SPERIAMO DI NO
joe rokocoko scrive:
domenica sera sono fuori fino a tardi
Nikodejan scrive:
io lunedì mi sa che non ci sarò al funerale del Varano
joe rokocoko scrive:
no daiiiii
joe rokocoko scrive:
se non vai tu non vado neanch'io
Nikodejan scrive:
devo andare da mediaworld
joe rokocoko scrive:
HAHAHAHAHAHHAHAHAH
joe rokocoko scrive:
AHHAHAHAAHAHAHHHAHA
joe rokocoko scrive:
AHAHAHAHHAHAHAHAHHAAHA


(Joe Rokocoko, 22/03/07 11.02)

domenica, maggio 20, 2007

If You Have To Go, Don't Say Goodbye

Sarà che sto ascoltando troppo Together di Axwell & Sebastian Ingrosso, sarà che è tardi ed alle nove meno un quarto mi sono messo a dormire, per svegliarmi un'ora più tardi, sarà che il mal di gola non passa e comincio a preoccuparmi, sarà che il cielo in fondo a via Soderini acquista colori e sfumature ogni giorno che passa, sarà che il finale di serata ieri con Tommyboy e la Sy è stato delirio puro, sarà che in fondo mi sono mandato in paranoia da solo per qualcosa che dovrebbe smettere di angosciarmi...
Sarà quel che sarà ma la sensazione è bruttissima, oggi ho avuto davvero voglia di riaprire il blog, riprendermi tutto e ricominciare col gioco al massacro... chissà se lo farò... e quali saranno le motivazioni poi? Sono passate veloci queste due settimane, e forse ieri ricevere quella mazzata mi ha aiutato a inquadrare tutto al meglio. Smettila, Joe, di cercare qualcosa laddove sai che non la potrai trovare. Smettila di nascondere i tuoi sentimenti, le tue paure, lo stai facendo da troppo (anche se qualcosa, come sempre, in trasparenza appare). Già, smettila...
Ancora una fase di down, ancora impossibile mettersi a letto, ancora troppo doloroso prendere coscienza della realtà... e pensare che sapevi già tutto... soliti problemi con le donnacce? Stavolta è diverso... uh, se lo è...
Ancora Together sparata ad un volume indecente, ma è tutto inutile stasera, l'hombre non torna tranquillo, nè si carica. Troppa sofferenza accumulata, troppa paura di voler veramente cambiare pagina. Quando lo farò... quello sarà il nuovo Joe, capace di chiudere un capitolo diventato ormai uno scarabocchio illeggibile -ma quanto ci tieni, a quello scarabocchio? quanto speri che si tramuterà in una poesia? ancora troppo...

Non ho neanche la forza di illudermi, stasera. E' più dura che mai. Ma non ci saranno lacrime. Sto troppo male anche per piangere.

Mi sa che riapro il blog, dannazione.

Joe e Tommy: "if you have to gooooooooo don't you cryyyyyy, someday i'll follow youuuuuuuuuu and see you on the other sideeee..."
Joe: "Silvi ti rendi conto che una delle canzoni più belle degli Smashing si chiama For Martha? HUAAAAAAHAHHAH. Pazzesco cazzo."

Ma lei non c'entra davvero niente, stavolta.

(Joe Rokocoko, 11/03/07 1.10)

venerdì, maggio 18, 2007

Accontentarsi

Proprio vero che quando stai male l'unica cosa che vuoi è tornare a star bene. Il senso di malessere mette tutto in prospettiva, anche la sconfitta dell'Inter passa in modo più soft, seppure la rabbia e la delusione siano enormi. Ma ne riparlerò più avanti.

Venerdì serata incredibile ai Magazzini, io e monsieur Perkovic in da club pronti all'esagerazione totale... veniamo subito accontentati... eccome... ad un certo punto il viaggio si fa davvero improponibile, meno male che c'è sto palo al quale appoggiarmi proprio qua vicino al bar. E chi si muove più? Quando cammino mi sembra di volare, sensazione unica e da non ripetere, assolutamente. Il viaggio di ritorno è già leggenda, così come la telefonata dell'albanozzo alle cinque e dieci: "oia sono arrivato". Bella lì.

Mi affaccio alla finestrella del bagno, ecco che sale l'odore di erba bagnata, ha smesso di piovere ed il cortile è deserto. Rivivo in pochi secondi i miei dieci anni, giù a giocare col pallone di spugna che si inzuppava e se ti arrivava in faccia erano guai. Chissà poi perchè quando pioveva e tutti scappavano a casa, io rimanevo con quei tre-quattro pirla che fingevano di essere al Bentegodi tutto esaurito. E chissà poi perchè proprio al Bentegodi, con tutti gli stadi che ci sono nel mondo... cazzo, quando pioveva noi eravamo sempre e solo lì, a Verona. Misteri.

Così passa il tempo, in fondo, anche quando la febbre ha annullato sensazioni, desideri e sogni. Voglio tornare a star bene, a progettare serate fuori dagli schemi, ad essere un punto di riferimento. Mi godo questa sensazione fino in fondo, allora, perchè da domani si torna in pista, ed i pensieri pronti a buttarmi giù torneranno. Volevo essere più forte di ogni tua perplessità, ma io non posso accontentarmi, disse quella volta Carmen. Già. Sbagliato accontentarsi.

(Joe Rokocoko, 07/03/07 0.39)

Qualche Problema Quando E' Finito il Fusto Di Carlsbrau.

Un altro giorno sprecato nella vita di Joe, forse, o forse no, chissà cosa ne dirà la mia psicologa. Perchè in fondo, al Dundas mi mancava solo quello: lì, infatti, ho preso parte alle feste più folli, ho ascoltato le confessioni del Bagnino Pizzettato, ballato sui tavoli, amoreggiato svariate volte nel bagno, conosciuto l'ex-Divina (!!!), rivisto Ciccio, il Bradipo e l'UomoFissa (PUUUUUUUUUK); lì ho partecipato ad una grigliata entrata nella storia, lì sono stato minacciato con una pistola insieme al Bagnino (ih ih ih dai state tranquilli), lì ho concentrato vita, amori, delusioni, speranze, sbattimenti; al Dundas avevo fatto praticamente di tutto, fino a stamattina. Mi mancava solo di lavorarci.

E così è stato.
Inenarrabile, irripetibile.

Forse, un giorno non sprecato davvero.

mercoledì, maggio 16, 2007

Joe Meets the Social Music Revolution.

Niente da dire, aver scoperto la social music revolution di www.lastfm.it sta decisamente sconvolgendo la mia vita. Da 24 ore sono immerso in un delirio di musica di ogni genere, scovo artisti mai sentiti, mi approprio dei capolavori di Villalobos, Richie Hawtin, Aphex Twin, poi mi stufo della minimal e della house e mi butto su Paolo Conte, Lucio Battisti, i grandi cantautori italiani, inaspettatamente Yerevan di Ludovico Einaudi (a chi sto pensando?), ma è già ora di dance, trance, e chi più ne ha più ne metta questi sono i Prodigy era l'anno 1997 ed il video di Breathe quanto spaccava, il software cerca artisti simili a Satoshi Tomiie e ci si ributta nella house, ogni tanto compare qualche volto noto, parte God is a Dj di Faithless ed il Perkovic impazzirà, ne sono sicuro. Niente da dire, per l'appunto. Ci risentiamo presto. Vado a correre stasera, se riesco a staccarmi dal pc.
Mi ringrazierete per la segnalazione. Oh, se mi ringrazierete.

martedì, maggio 15, 2007

Prey.

Ancora Sven, dopo un film da dimenticare ("tra cinque anni lo beccherai facendo zapping di notte su retequattro, e mi dovrai chiamare") ed una serata insensata ma non troppo. Ancora Sven dopo la telefonata di stasera ed una conversazione su messenger in cui sono stato criptico senza volerlo (succede, a volte). Ancora Sven che fa muovere le gambe a tempo nonostante l'ora, la stanchezza, i pensieri. Ancora Sven, un attimo prima di staccare tutto e aspettare l'alba di domani.

Ancora Sven, ed aver ritrovato quei due libri potrebbe voler dire davvero tanto.

lunedì, maggio 14, 2007

Millenovecentoqualcosa

Era un pomeriggio di sole, quel tredicimaggio là. Joe indossava orgogliosamente le mutande gialle che il Bagnino gli aveva portato dagli States. Passano gli anni, i secoli, ma certe cose non cambiano mai eh. Joe doveva parlare col Bagnino, quel pomeriggio. Ma non poteva certo raccontargli per telefono quello che gli era successo. Così si diresse a piedi verso Pompeo Neri. C'era il sole, quel tredicimaggio là: Joe arrivò sudato e col cuore che batteva a mille.
Stefy aveva cinque anni, fa impressione pensarci, ma il tempo è inarrestabile ed è fatto così. Impressiona la mente e l'obiettivo, storpia i ricordi, stordisce il cuore. Joe cominciò a parlare: "cioè, praticamente, eravamo lì no, dai non ridere..."

Il Bagnino sorrise compiaciuto, ma in quell'occasione non brindammo. Tornai a casa senza fare ritardo, quel tredicimaggio là. Decisamente un giorno da ricordare.

Ricordando Clerici-Tommasi

Nikodejan scrive:
allora?
Nikodejan scrive:
ieri ?
joe rokocoko² scrive:
eh
Nikodejan scrive:
eri ubriaco o no?
joe rokocoko² scrive:
no
joe rokocoko² scrive:
caldo assurdo
joe rokocoko² scrive:
mi sono abbronzated
joe rokocoko² scrive:
in giro la gente mi fa HU HU HU
Nikodejan scrive:
quindi non sei più verde
joe rokocoko² scrive:
mi dice di mangiare le banane
Nikodejan scrive:
zoro ti da del negro
joe rokocoko² scrive:
i marocchini da videoplanet mi cantano bingo bango bongo voglio andare fino in congo
joe rokocoko² scrive:
AHHAHAHAHA
joe rokocoko² scrive:
questa conversazione finirà sul blog entro dieci minuti

sabato, maggio 12, 2007

Come Cosa?

Joe: "eh sì, al Solaire... mi ricordo di quella sera lì al bancone da te... eravamo io, Carmine G., il tuo amico pugile, Dante Alighieri ed Edoardo Costa"
Varano: "AHAHAHAH EHEHEHHE AHAHAHAH... sì mi ricordo... tutti fatti come cani sciolti"

Andrò Da Nemrut

Voglia di kebab e restare solo, Fabri sclera su messenger ma non ho tempo per lui, forse solo per il Bagnino ma non so se lo chiamerò. Cos'è successo? Il pranzo di ieri concluso con una chiacchierata veloce, profondissima, divertente e spaccacuore. E' il caso di dare una svolta...
Ma questo è solo un periodo e passerà, è solito dire il buon vecchio Joe: nulla di più vero. Passerà questa sensazione, questo rifiuto, questa mancanza. Tornerò a pensare alla Drag Queen Race @ Dundas (state pronti), alle vacanze (Tenerife?), all'Atto Insensato Numero Due previsto per lunedì sera, alla finale di domani che forse non vedrò...

"Pensi che un giorno non ci vedremo e non ci sentiremo più?"
"Non ne voglio parlare"

Ma il Taj Mahal?


Sono scappato via dal Dundas alle otto meno dieci, giovedì, mentre ieri sera non sono neanche uscito. Mi sa che c'è qualcosa che non va.

venerdì, maggio 11, 2007

She Loves Ikea.

Grazie per quei dieci minuti (ma mi sa che erano anche di più) giù da te.
Grazie di cuore.
Ti voglio bene anche se a volte mi bidoni per andare all'Ikea.

giovedì, maggio 10, 2007

Emergenza Idrica?

Scena: Joe osserva la GentilDonzella lavarsi i denti.

Joe: ah ah, anche tu chiudi l'acqua mentre ti spazzoli i denti eh! C'è l'emergenza idrica, ah ah. Pensa te che un mio bambino, l'altra settimana, mi ha rimproverato. Sì, praticamente eravamo ad una partita ed io li bagnavo tutti con le borracce. Lui arriva, c'ha dieci anni eh, e mi fa, Mister ma non sprecare l'acqua c'è l'emergenza idrica! Mmmmmmmmmmminchia non me l'avesse mai detto, gli ho rovesciato tutta una borraccia addosso!!!
GD: ma perchè? ma che razza di educatore sei???
Joe: ma scusa, io gli ho impartito una grande lezione! perchè gli ho chiesto, aggredendolo, ma a te chi t'ha detto sta storia dell'emergenza idrica? eh? la televisione? eh? il telegiornale? bene, allora ti svuoto tutta la borraccia addosso, perchè non devi credere a tutto quello che ti dicono in televisione, foss'anche al telegiornale! Alla fine gli ho impartito una lezione molto più importante in questo modo... mi piace instillare il dubbio nelle persone!
GD: ma tu sei pazzo

mercoledì, maggio 09, 2007

Non Volevo Perdere L'Occasione Di Dirtelo...

Una mail da brividi che ho ricevuto da una persona moooolto speciale (ma definirla così è riduttivo) il 12 febbraio 2004 e che ho recuperato (grazie al mitico Sfo) soltanto poche settimane fa, dopo più di due anni. Da leggere tutta d'un fiato.

"È una giornata terribile.
Stanotte ho dormito un’ora. Non so, ti ho fatto uno squillo sperando fossi sveglio per qualche strano motivo del destino. Ero ancora fuori casa in mezzo alla strada. Abbiamo fatto un incidente tornando a casa.
Ti dico subito che per fortuna stiamo tutti bene, ma è stato davvero bruttissimo. Non so nemmeno come spiegarlo, al momento non capivo niente: ho sentito solo una botta e una frenata, poi mi sono girata e ho visto l’altra macchina che si stava ribaltando finendo completamente girata. Istinto. Non mi sono mai resa conto prima di ieri di quanto fosse preponderante nei nostri comportamenti. Gli altri erano tutti in macchina ancora e io mi sono gettata fuori correndo dalla parte opposta dell’incrocio sentendo che dovevo fare qualcosa. Non sentivo il controllo delle gambe o delle braccia. Mi sono vista avvicinarmi all’altra macchina e trarne fuori la donna seduta al posto del passeggero. Tranquillizzarla e farla sedere. Poi mi diceva che Elisabetta, quella al volante non parlava. Ma io non riuscivo a vedere niente e mi sono messa a chiamare a gran voce fin quando la povera Elisabetta sotto shock non ha risposto. Tutti sani e salvi. Ok, ora le mie gambe possono cominciare a tremare vedendo quell’ammasso di latta accartocciata, pensando che poteva andare a finire molto male. Che potevo essere io quella rinchiusa in una macchina capottata. E magari non uscirne illesa. È tutto così rapido? Succede tutto così senza neanche avere il tempo di pensare? Collegando il cervello in attesa che i miei documenti mi venissero restituiti mi sono accorta di quanto avessi paura. Ma di cosa? Ormai tutto era finito. Ma si è fatto così in fretta, basta un attimo e tutto poteva finire diversamente.
Ora sono a casa. Ho mal di testa e qualche fitta dove ho preso la botta, ma niente di più. Rido, parlo, bevo, respiro. Tuto va avanti come al solito, ma sento la mente confusa e la febbre che sale dopo 3 ore passate in piedi con gli schiaffi del vento in faccia.
Voglio dormire e svegliarmi come al solito.
Ti voglio bene, e non volevo perdere l’occasione di dirtelo…"

martedì, maggio 08, 2007

Notte Stellare? Ah Bè Se Ci Sono i Comici Di Sinistra...

Cioè, cazzo, sta storia della "Notte Stellare" che è stata annullata, avete presente no? L'Inter vince lo scudo e lorsignori dirigenti della mia ciolla organizzano la festa il 22 maggio, invitano i tifosi a "non mancare", e poi ci sparano dei prezzi assurdi per assistere alla sfilata di mezzi stronzi, attorucoli, cantanti di dubbio talento e giullari di ogni tipo, tutti interisti come me con la differenza che non pagano il biglietto per entrare allo stadio da almeno un decennio.
Ecco, dicevamo, la gente interista -perchè porco cazzo, la gente interista c'ha i coglioni- si ribella e fa annullare la parata degli stronzi, perchè siamo tifosi non clienti, perchè di quella gentaglia del cazzo non ci interessa, perchè pagare per festeggiare è una cosa che fa venire il vomito.
Tutti contenti? Tutti forse, tutti tranne Joe, ovviamente...
Che cazzo vi devo dire? Leggendo su www.interistiorg.org le continue prese per il culo agli organizzatori (quei bastardi di merda, va detto) un po' mi sono impietosito nei loro confronti.
Sì, cioè, volevano renderci babbi, pensavano di organizzare un evento colorato e simpatico (poveri deficienti), o forse volevano soltanto spillarci dei soldi, e vabbè. Hanno sbagliato, per me è finita la questione. Continuare a ridicolizzarli così mi fa quasi venire il dubbio che in tutto questo, forse, c'è stato qualcuno che ci abbia messo del sentimento. Per fottermi dei soldi e darli ad un Bertolino pezzo di merda qualsiasi, magari. Però c'è un limite a tutto.

Dissonanze Cognitive.

"So let the clouds roll by your face
we'll let the world spin on to another place
we'll climb the tallest tree above it all
to look down on you and me and them"

(Beautiful - Smashing Pumpkins)

Il resto è Sven Vath Live at Dissonanze. M A D D U



Lo sfondo del mio desktop mi parla di... Sven... ? Uh? tudududuuuuuuuuuuuu tudududuuuuuuu dal minuto 50 in poi... non c'è follia? non c'è niente solo la voce di Dave Gahan... ma questo è solo un periodo, e per fortuna passerà...

Filtro Zero Oggi Pome (Spettacolo)

JR: "Certo che se non è Amore questo..."
BP: "... se non è Amore, è qualcosa che non ha un nome"

Atto Insensato Numero Uno

Certo che a forza di stare con te si diventa come te, mi dice oggi una persona che non ho mai ritenuto saggia e che invece mi sa regalare ogni tanto qualche chicca. Certo che quando le ho passato via messenger "Hip teens don't wear blue jeans", bè, a quel punto era lei a dover ringraziare me. Dammi saggezza, ti farò ascoltare una canzone che forse conoscevi ma che hai perso nei meandri della memoria e della vita vissuta ("vorrei restare per sempre bambino e ritrovare le cose che ho perso" diceva quel tizio).


Seratina da incorniciare con il Bagninazzo in versione Poolboy (quanto spacca uaglio') e Nick the Dick scandalizzato dalle mie rivelazioni ("uaglio' facciamo sto contest, ognuno di noi rivela un segreto agli altri due..."). Il finale è su altissimi livelli: scuola guida, paninazzo in piazza Brescia remembering Jodie, ed infine la ricerca dell'atto insensato. Si opta per la scelta più logica, ovvero il bigliettino che forse non verrà mai letto (chi lo sa). Qualcuno avrebbe potuto raggiungerci ma non l'ha fatto...


E certo che se non leggete la data in cui ho scritto i post (è scritta tra parentesi per quelli che riguardano il periodo di chiusura di Breathing), bè, allora siete proprio dei babbi di minchia. Bacini a voi tutti tranne Audrey -forse io non so il perchè, ma tu sicuramente sì.



(nonostante la mia immagine su messenger incuta timore, c'è qualcuno sempre pronto a dedicarmi un po' del suo tempo... grazie Ale)

lunedì, maggio 07, 2007

Un Ultimo Sussulto.

Una giornata di pioggia, poi una di sole, e poi quel cielo da lasciarti senza fiato mentre i bambinetti si scannano per un pallone. Stimoli ovunque, Ringhio che non può credere a quello che vede mentre me ne vado in macchina dall'Orion Trafford, una vittoria al fanto che potrebbe significare davvero tanto. E ancora quel cielo in testa, quella voglia di trovare bellezza e felicità anche nei momenti più difficili, anche quando qualcosa (più di qualcosa) gira storto.
Passare un mese e mezzo qui senza il Bagnino e senza Audrey, no, non l'avevo certo calcolato. E dunque? C'è tempo per pensarci, mentre ascolto troppe volte "Un giorno migliore" e "Leave before the lights come on".
E forse c'è anche troppo tempo, sarà questo il problema? Chi lo sa. Rivedere la Zia dopo così tanto tempo ha lasciato il segno: impossibile non tornare con la mente a quella serata, a quel baracchino raggiunto dopo un'improbabile viaggio nella notte, a quel ritorno a casa che segnava il punto più alto delle nostre "seratone". Che fortuna incontrare certe persone... e che bello scoprire i loro lati nascosti, mentre tu lasci scoprire i tuoi... e allora poi ti accorgi che è tutto più semplice...

Ma in definitiva il pensiero torna sempre là, indietro di cinque anni (o sei?). La incontro in biblioteca, lei è al primo anno di università, io sono in quinta liceo, me la sono bigiata e ho fatto un salto in via Odazio. Incontro inaspettato, come spesso era accaduto in passato e come spesso accadrà da lì in poi. Parliamo un po', ci facciamo un giro, c'è sempre qualcosa di nuovo da raccontare quando ci si incontra una o due volte all'anno. Soliti pasticci suoi, solita speranza che la vita dell'altro proceda tranquilla, perchè quel bene non si è mai dissolto nonostante la lontananza. Eccolo, quel preciso momento in cui ci incontriamo e ci sorridiamo, se fosse possibile fermarsi lì e non andare mai oltre sarebbe perfetto. Tornare a volersi bene nel senso vero del termine: volere il bene dell'altro a prescindere da qualsiasi situazione, escludendo un coinvolgimento troppo forte, che il tempo ormai è passato ed è inutile correre dietro al treno, non si fermerà.

Ci incontreremo ancora, chissà dove e chissà quando. Un lieve sussulto e sarà tutto finito.
Come quella volta in biblioteca.

"Dai Marti, raccontami un po', cosa cazzo stai combinando..."

(Joe Rokocoko, 26/02/07 Zia's Birthday 23.12)

And Does She Really Know Who I Really Am?

Una serata che nasce in modo anomalo e che si sviluppa come non potevo aspettarmi. I segnali già delle nove e mezza, quando col leggendario Uomo-Fissa mi dirigevo dalle parti di Corsico. Scatto una foto col cellulare e penso "quando la farò vedere alla Silvi chissà cosa mi dirà". Parleremo dei segni del destino e tutto quanto. Invece il destino mi anticipa, stravolge tutte le strategie e si materializza sotto forma di una telefonata della Sarina che annuncia: c'è una sorpresa per Joe. E che sorpresa. Rido, poi mi angoscio, poi chiamo Ringhio per avere conferme, poi cambio argomento per non pensarci. Arrivo e cerco di godermi la serata senza farmi condizionare, ci riesco fino ad un certo punto, il resto sono cinque minuti di chiacchiere non troppo profonde, perchè si rischia di farsi male e nessuno dei due ha voglia.

Ma allora questa sensazione di disagio cos'è? I mille sbattimenti da domani in poi, chiaro. Il CAF, le mostre, gli spettacoli, le recensioni, la mancanza del Bagnino che comincia a farsi sentire nelle serate più difficili. Meno male che Luki, Ringhio e compagnia bella sono tornati prepotentemente alla ribalta. L'aperitivo disagio di sabato è servito a distrarmi, anche se scegliere il Martini bianco non è stata la mossa migliore. Ma in qualche modo è servita per esorcizzare...

Forse passare la domenica a casa tutto il giorno non ha aiutato. Ma in fondo c'è ben poco che possa aiutarmi, se non il tempo che passa e che darà i suoi insindacabili responsi. Ascolto Soma degli Smashing e mi emoziono, poi Lily, Cupid de Locke, Porcelina of the vast oceans, infine By starlight: torno con la mente al fatidico millenovecentonovantasei, al cd dell'amicizia, alle sturie in vacanza a Jesolo, a TommyBoy già su livelli fenomenali, alla mia vita, alle mie aspettative di allora, alla persona che inseguivo senza neanche sapere il perchè. Certo che By starlight ha assunto tutto un altro significato, dal novembre 97 in poi, ma queste sono banalità. E dunque? Vorrei smettere di spiegare a me stesso quest'amarezza, perchè ormai è tempo di voltare pagina e bisogna essere pronti a tutto. Anche a perdere una persona che già tredici mesi fa mi disse "non saremo mai amici". Pazzesco ripensarci oggi dopo così tanto tempo. Pazzesco ripensare alle parole del Bagnino di un pomeriggio di luglio di chissà quanti anni fa. Pazzesco l'intrigo di due persone che non si sono mai trovate, e che mai si troveranno. Pazzesco l'impatto di R.L. nella mia vita, alla fine, perchè intorno a lei ruota tutto, ultimamente. Giusto o sbagliato che sia, questo è il magico mondo di Joe, questo è Breathing Underwater. E non devi amarlo, e devi odiarlo, e non devi chiedere perchè.

(Joe Rokocoko, 25/02/07 Ciccio's Birthday 22.55)

Testate.

A volte la realtà ti colpisce nello stomaco con una violenza tale che ti lascia senza respiro. A volte invece riesci a ripararti lo stomaco, ed allora ti prendi un bel calcio in faccia. Tra i due mali il masochista li sceglie entrambi. Io solitamente scelgo di non difendermi, questo è vero. Ieri l'Ale, il mio amore di seconda media, mi ha fatto il culo per questo ("guarda certe volte ti prenderei a testate in faccia!"). Ha ragione lei d'altra parte, come tutte quelle persone capaci di cogliere l'essenza dei miei comportamenti sballati ("ma tu mi fai incazzare per tutto quello che sta dietro ai tuoi sbattimenti" Varano dixit). Sì, sì, sì, è proprio così, è tutto vero. Ieri sono andato incontro alla realtà sapendo di non avere difese, sapendo di rischiare un urto spaventoso. Ho abbassato lo stesso la guardia senza pensare al male che mi avrebbe fatto, anzi quasi bramandolo. La solita mania autodistruttiva di Joe.

Anestetizzare il tutto con quattro medie, divise tra Dundas, Beerbanti e Boh, non è servito a molto, se non a ritardare la sensazione negativa che comunque prima o poi doveva buttarmi giù. Ed eccomi qua giù, ora, a ripensare alla conversazione di ieri, ai mille tentativi, agli stessi errori compiuti uno via l'altro, ai buchi temporali impossibili da ricostruire, cercando di non pensare al valore che davo a una persona che, come spesso accade, si è tirata giù da sola dal piedistallo che avevo costruito. I soliti errori di Joe.

Certo che però portare TommyBoy al Dundas è stata una mossa azzeccata. Ieri record di presenze, abbiamo tirato le dieci senza neanche accorgercene. La Sarina in gran forma, Fabione troppo serio, Silvietto gladiatore da impazzire, il Varano che è uscito alla distanza... una playlist che spaccava e la felicità nel constatare che la gente ha sempre voglia di tirarsi in mezzo (Toro in uniforme militare era troppo credibile). Per qualcuno tutto questo è a tempo determinato, ma è troppo presto per pensare a certe cose. E poi devo risolvere ancora qualcosa di grosso... qualcosa che è rimasto qui, più o meno tra la prima birra e la seconda. L'amarezza, il rancore che non vorrei mai portare, la via d'uscita da trovare e da percorrere al più presto, perchè una scappatoia c'è sempre ma questa volta non devo usarla. Correrò come un pazzo come ieri sera con Tommy per acchiappare il 14. Una corsa folle, insensata e spaccacuore. Senza mai risparmiare le forze per tornare indietro. Le solite belle parole di Joe.

(Joe Rokocoko, 23/03/07 8.43)

domenica, maggio 06, 2007

Connessioni

Ok, è ora di andare a dormire. Fammi bere un goccio d'acqua. Uh. Uh cazzo cazzo cos'è sto sapore in bocca cazzo.

E' questione di un centesimo di secondo. Sento in bocca l'inconfondibile sapore di sangue. Questione di un centesimo di secondo. Se non mi sto sbagliando sono davvero nella merda. Un centesimo di secondo per ipotizzare gli assurdi sbattimenti già vissuti. Se mi si è riaperta... Dio mio no. Mi sta per scendere una lacrima mentre mi dirigo in bagno per sputare. Se alla roulette esce il rosso sono nella merda più totale. Tutto in un secondo. Ecco la lacrima. Cuore a mille.
Sputo.

Bianco.

"Ci sono più connessioni possibili nel cervello umano che atomi nell'universo." (da "Il favoloso mondo di Amelie")

(Joe Rokocoko, 19/02/07 1.25)

I Quindici Anni Di Ringhio.

Improbabile dialogo, realmente avvenuto, tra Joe Rokocoko e RinghioDalCuoreTenero.
Scena: i due osservano la cricca di abitanti dell'oratorio che giocano una partita a calcio.

JR: Ringhio cazzo... che bello avere quindici anni... i pomeriggi passati qua a giocare a calcio, senza pensieri, senza farsi rovinare la vita da quelle troie delle donne... un pallone ti risolveva tutto... i miei quindici anni uaglio'...
Rng: eh c'hai ragione... però io a quindici anni mi facevo comunque incupire dalle donne
JR: ma sì, cosa vuol dire, anch'io mi sono sempre incupito...

(Joe Rokocoko, 18/02/07 22.15)

Sarina, Pillole Di Saggezza.

Sarebbe intelligente, essendo impossibile non sbagliare mai, evitare di ripetere gli stessi errori, per commetterne sempre di nuovi.
A parole, certo, è facile... ma io sono troppo abituato a scendere a patti con le mie convinzioni ("mai elemosinare... mai...").
Così capita di rendersi conto della realtà all'improvviso (il valore delle persone, l'utilità di certi sbattimenti...).
Ed alla fine scopri quello che hai sempre saputo; ha ragione la Sarina. "E' proprio di un'altra categoria."

(Joe Rokocoko, 16/02/07 22.05)

San Valentino

Nè una rosa, nè una lacrima. San Valentino se n'è andato così, quasi non me ne fossi accorto.
Nuvole grigie.

C'è sempre un domani, chiaro. E sarà semplicemente diverso da come lo sognavo.
Ma l'importante è che il cuore continui a battere in quel modo.


(Joe Rokocoko, 14/02/07 21.18)

Eto'o, il Buffone Smemorato

fabri scrive:
io odio eto'o
el Principe - buon onomastico SoCiA! scrive:
porco zio ma alla nabor mi facevano girare i coglioni
fabri scrive:
è un cazzo di negro di merda
el Principe - buon onomastico SoCiA! scrive:
eto'o mi pare sia un po' negro
fabri scrive:
si ma è pure buffone
fabri scrive:
fa il buffone dimenticandosi il colore della sua pelle

(Joe Rokocoko, 14/02/07 1.14)

02473***

Certe porte non andrebbero mai aperte, diceva Ben Affleck nello stupendo film "In cerca di Amy".
E non andrebbero neanche aperti certi cassetti, pensa Joe in un pomeriggio caldo e azzurrissimo. La voglia di uscire è tanta, ora che la gola non dà più problemi. Ma stamattina perchè ti sei messo a spulciare nei vecchi quaderni del liceo? Cosa speravi di trovarci... se non... quelle sensazioni...
Quelle sensazioni, già, che riesci a rivivere per qualche istante, quando la mente viaggia da sola e ti riporta là, all'ultimo banco vicino al muro, con la porta dietro di te che ti permette di essere il primo che scappa fuori all'intervallo. Le canzoni scritte in bello stile, da Crepuscolaria a Nutriente, passando per infinite citazioni degli Smashing, che col pennarello andavano a sovrastare gli appunti su Hegel e Feuerbach.
E poi apri il diario di prima media e trovi scritti quei numeri di telefono che ancora oggi sai a memoria. Sfo, Toro, il Bagnino (casa vecchia, sigh!), R.L., Forme. No, non va bene, il cielo è troppo azzurro per mettersi addosso sta malinconia, bisogna uscire e scrollarsi di dosso tutto. Ma quanto c'entra lei in tutto questo? Domanda già posta il 29 dicembre, e tuttora valida -ecco perchè il blog è ancora bello chiuso.

Evitare gli sbattimenti, già.

Febbraio si conferma su altissimi livelli. Certo il caldo aiuta a vedere meglio le cose, ma già quando ho cambiato la pagina del calendario dovevo capirlo che sarebbe stato un bel mese. Un tramonto sul mare, un faro in controluce. Febbraio non è il mese più bello dell'anno, ma è il mese più bello del 2007, questo è sicuro. Perlomeno su quel calendario. (quanto c'entra lei in tutto questo?)

Nel frattempo, domani fanno tre anni che ho conosciuto Jodie. E che il Pirata se n'è andato. C'è ancora troppa confusione nella mia testa -decisamente- e la sensazione di vuoto non scompare. Non ho più neanche voglia di riempirlo di birra sto vuoto. Ho bisogno di sole. E di lei.
Dannazione... quanto c'entra lei in tutto questo?

(Joe Rokocoko, 13/02/07 15.29)

venerdì, maggio 04, 2007

Lei Chi???

"Lei è puttana dentro, ed ormai non la cambi più"

Representing Joe.

E chi lo sa se davvero non ho più voglia di te. L'avevo promesso a me stesso perchè la storia era durata troppo e non mi aveva dato quello che volevo. Momenti belli, tanti, oh sì, ma troppe cadute, troppe e troppo rovinose, troppi errori commessi per colpa tua. Se solo non ti avessi mai incontrata! Ed invece è successo, tanto tempo fa. Ora... ora è difficile scegliere una strada, avrei davvero bisogno di fuggire nel Mare Salato e cancellare un periodo piuttosto lungo della mia vita. Dunque? Mi sei apparsa ieri, forse era un sogno o forse era un messaggino, chi se lo ricorda più. Ha qualche importanza? Cosa farò stasera? Non potrò mai dire di non averti conosciuta. Ero tranquillo al Dundas ieri, preso tra le mie solite incongruenze e malinconie, al telefono con Audrey ed R.L. che mi stritola un braccio, this is how Joe Rokocoko represents himself, sabato (avviso per tutte le fan) fugace apparizione sul suolo italico di TommyBoy (pare che abbia trovato lavoro a Londra in un ristorante napoletano), avrei proprio bisogno di parlare con lui in questo istante. Siamo sicuri che tutto questo non abbia un senso? Le dico sempre di non fissare le persone, ma questo ho fatto io con lei, andando al di là di tutto, come al solito. Le convizioni, i valori, le idee, i ricordi di quella gita ad Arona dodici anni fa. E' stato bello rivedere l'albanozzo, my friend quante serate senza di te, ma Villalobos non si batte. Is it time to go? Maybe.

Ogni tanto anche Joe ha da fare. Ma stanotte non so se dormirò.

24 Centimetri Di Infelicità (Non Siate Maliziosi)

BP: "Ma sai che non so se hai fatto bene a farti così scura... mmm non so... cioè, fatti due colpi di sole perchè più chiara stai meglio"
R.L.: "Guarda che questo è il mio colore naturale in questo momento"
BP: "Eh ho capito, infatti... guarda, cosa sono, 24 centimetri? Joe, saranno 24 centimetri questi? Ecco... il colore dei capelli indica il tuo umore. Sono due anni che sei infelice."

giovedì, maggio 03, 2007

Istanbul-Atene

Mettiamola così: se il Liverpool dovesse trovarsi sotto di tre gol alla fine del primo tempo, questa volta non mi preoccuperò più di tanto.

mercoledì, maggio 02, 2007

E' Ora Di Scatenarsi

Dialogo realmente avvenuto tra Joe Rokocoko ed il Bagnino Pizzettato Scultore Gonfiante Dispensatore di PseudoCertezze.

Scena: Joe ed il Bagnino in un pub, parte un pezzo e Joe si illumina. Nota bene: Joe ha già sentito questa canzone, ha già chiesto un po' in giro chi è che la canta e l'unica cosa che sa è che non è Barry White.

J: Noooooo troppo bella sta canzone, senti senti!
BP: Mh? eh? ah sì bella sì.
J: Nnnnnnnnooooooooo ma cazzo senti, tu sai chi è che canta sto pezzo, porco cazzo?
BP: ma sì, questo è Barry White!
J (TAC, è ora di scatenare una polemica): Albi, TU SEI SICURO che è Barry White?
BP: ma scusa, senti la voce! Questo è Barry White! Senti!
J: Albi no, cazzo, ascolta la mia domanda! Sei sicuro che questo è Barry White? O PENSI che sia Barry White?
BP: mmmmmmmmm occazzo senti per me questo è Barry White!
J: Dunque non sai se è Barry White! Perchè tu hai detto che è lui, ma non ne hai la certezza! Io ti ho chiesto se sai chi è, non chi pensi che sia!
BP: Allora, secondo me è Barry White, ma non sono sicuro.
J: OOOOOOOOOOOH, quindi non sai chi la canta! Hai solo una minchia di idea! Giusto?

Cazzo ragazzi, mi piace fargli il culo per ogni cosa. Mi è mancato in questi tre mesi, ed ora devo recuperare il tempo perduto.

Ah per la cronaca, il pezzo era "This is what you are" di Mario Biondi.

Primo Maggio 2006

E' incredibile pensare che sia davvero passato un anno da quella serata all'Amnesia. Troppi ricordi ancora vivissimi, troppe domande ancora senza risposte. Impossibile fare luce su cosa successe veramente quella notte, il Trinity rimarrà leggenda. Rimangono un'infinità di immagini, di sensazioni, di colori. Una primavera già troppo calda, un piatto di farfalle, il taxista che citofona e spaventa tutti, i discorsi con una persona che, da quel periodo in poi, diventerà sempre più importante.

Ho un grande e terribile difetto, ed è quello di guardare sempre al passato con malinconia. Ma per quel periodo dell'anno scorso, così intenso, convulso, senza senso, bè, il discorso è diverso. Vorrei davvero ritrovare quello spirito, quella voglia, quella follia...

Si è perso qualcosa, in questi dodici mesi. Ma così vanno le cose.
Come dice il Bagnino, "l'importante è capire cosa devi fare". Lui non c'entra niente, però stavolta ha ragione.