BREATHING UNDERWATER

ultimo giro di bevute. il bar sta chiudendo, il sole se ne va. dove andiamo per colazione? non troppo lontano. sono stanco amore. sono stanco.

venerdì, aprile 19, 2013

From Joe To Martolins

"Alle Seychelles avevo conosciuto Joshua, un simpatico ragazzone di vent'anni, cugino morosonico, un tipo sempre allegro, solare, disponibile. L'avevo incontrato, dopo qualche giorno dal mio arrivo sull'isola, in giro per la città: sfoggiava un'improbabile, stravagante, straordinaria maglia dell'Inter. Una goduria. L'autentica nota di classe era il giocatore che aveva scelto di portare addosso: giuro, non potevo crederci... Ricardo Quaresma!
Quaresma, ti rendi conto? Il più tamarro dei calciatori mai transitati per Appiano Gentile. E già solo per questo un idolo. Ma fondamentalmente un bidone colossale, tutto fumo e pochissimo arrosto, un luccichio continuo di catene, orecchini brillanti, finte, controfinte e cross d'esterno destro: su quel colpo, chiamato trivela, aveva costruito un'abbondante ed immeritata fortuna. Ma tant'è. Un estimatore, a novemila km da Milano, er Trivela Quaresma ce l'aveva. Pazzesco.
A fine vacanza, dopo quasi venti giorni, decisi di regalare a Joshua un mio paio di scarpe, che non mettevo mai perchè di mezzo numero più grandi. Uno splendido paio di LeCoqSportif color argento, a strappi, uno spettacolo d'arte tamarra che avevo comprato qualche anno prima in via Torino con TommyBoy. Joshua non sapeva più come ringraziarmi, le aveva desiderate dal primo momento ma non si aspettava certo di riceverle in regalo. Fu un momento fantastico. D'altra parte, il mio era un modo per ringraziarlo perchè in qualche modo, con la sua maglia dell'Inter, mi aveva fatto sentire un po' più vicino a casa. Il calcio ed i sentimenti vanno spesso a braccetto, te l'hanno mai raccontato?


Un paio d'anni dopo, ho scovato un'altra maglia di Quaresma. Sempre dell'Inter, chiaramente. Era piegata in un armadio a casa tua, su al primo piano in quel di Trezzano. Ci ripenso questa notte, ed un po' sorrido, un po' mi perdo con i pensieri, un po' vorrei maledire il destino. Quel destino infame che ti stronca e ti porta via tutto, quel destino indegno che ti allontana per sempre dalla famiglia, dagli affetti, dalla vita che avevi sognato, progettato, costruito con fatica e sacrificio. Lo sai perchè a volte, quando ceniamo tutti insieme, mi arrabbio e non ti rivolgo la parola? Lo sai perchè chiedo a tua sorella, che è Meravigliosa di nome e di fatto, di riprenderti quando non ti comporti alla perfezione e ti lasci andare a grida, capricci, risposte velenose? La vita è stata fin troppo dura con te, me ne rendo conto. Ed io non sono nessuno per arrogarmi il diritto di educarti, di indicarti la retta via. Ma quella maglia nerazzurra è lì, piegata in un armadio della memoria, anche volendo non posso far finta di niente; mi ricorda, in ogni istante, quanto siano flebili i nostri legami; un alito di vento, e di te rimangono foto, maglie piegate, cravatte, mille deodoranti. Una perdita del genere è una tragedia, per una famiglia. E non credere che a vent'anni i traumi si superino con maggiore facilità. Quella Meraviglia di tua sorella, sempre lei, mi dice spesso che in qualche modo l'ho salvata, che quando ci siamo conosciuti si stava buttando via. E vorrei soltanto dirti, a tre anni ormai da quel giorno nerissimo, che non c'è dramma peggiore dell'essere dimenticati. Che non c'è giustizia in quello che è successo, ma che bisogna lottare perchè i sacrifici di chi non c'è più non risultino vani. Che non si lasci niente di intentato, che non si perda la speranza, che non si lasci niente a metà. La tua educazione, la tua felicità, i tuoi sogni, con tutto quello che ne consegue. Al proprietario della maglietta piegata nell'armadio non posso certo regalare un bel paio di scarpe argentate. Dentro di me so con certezza che posso però fare qualcosa; per te, per Giulia, e di rimando anche per Lui. Lo splendido proprietario di una maglia storica, di una famiglia stupenda, di molti valori preziosi che non vanno perduti per nessun motivo al mondo. Costi quel che costi. Non ho la presunzione di sistemare tutto, non potrei mai; ma un piccolo aiuto, affinchè quanto di buono è stato costruito non vada perso, posso darlo. Solo questo vorrei dirti, in questa notte un po' meno nera."